fbpx

Young

Premi PLAY per ascoltare

Traccia corrente

Titolo

Artista


Il Bullismo in Libreria con il fumetto “Clara e le Ombre”

Scritto da il 6 Novembre 2020

Soundtrack consigliata per la lettura: “Billy Blu – Marco Sentieri”

Dallo sceneggiatore Andrea Fontana e dai disegni di Claudia Petrazzi nasce una splendida graphic novel. Il suo tema centrale è un fenomeno che purtroppo fa molto parlare di se: il bullismo.

Il fumetto, edito da Editrice il Castoro e disponibile in libreria, è destinato soprattutto ai ragazzi. Punta l’attenzione su tutte quelle ombre con cui una vittima di bullismo è costretta a convivere ogni giorno.

La dodicenne Clara, abbandonata dalla madre, si trasferisce nel Vermont dopo aver lasciato New York e tutti i suoi precedenti legami. La ragazza, epilettica, è insicura e riservata. Al contrario di suo padre che considera il trasferimento un punto di svolta, vive il nuovo inizio come un vero e proprio incubo. Le Ombre iniziano subito a tormentarla, riflesso di ogni sua paura e insicurezza, senza lasciarle tregua. Anche a scuola dove, come forestiera, viene schernita ed emarginata fino a diventare una vera e propria vittima di bullismo. Clara si isola sempre di più, anche a casa, dove non riesce a stabilire un rapporto con il padre.

L’incontro con quattro ragazzi strani, diversi come lei, cambia tutto, insieme al tocco di mistero che compone la trama del fumetto. Quando alcuni studenti iniziano a sparire, Clara e i suoi amici si metteranno alla ricerca della verità. Il suo nuovo gruppo la aiuta a credere in se stessa, grazie alla forza innegabile della comprensione reciproca, del rispetto, della solidarietà e del loro legame. Clara riuscirà infine a lasciarsi alle spalle le proprie ombre.

Questo splendido volume è disponibile in formato cartaceo e digitale da questa primavera e tocca un tema estremamente importante.

Il Bullismo

Pressione psicologica, insulti, body shaming, vera e propria violenza fisica: il bullismo -dall’inglese to bull maltrattare, intimidire- è un fenomeno purtroppo molto conosciuto. A subire le violenze dei bulli sono, molto spesso, i ragazzi e bambini più sensibili, particolari, etichettati insomma come “diversi” per i motivi più vari. Omofobia, razzismo, discriminazione religiosa o difetti fisici: poco importa quale sia la causa scatenante. Le vittime di queste violenze sono psicologicamente segnate, cicatrici indelebili per gli animi più sensibili o, nei casi peggiori, fisicamente visibili. Esclusione sociale, isolamento, “scherzi o bravate” di pessimo gusto ed esagerati sono i primi campanelli d’allarme, cui soprattutto nelle scuole si fa sempre più attenzione.

Come riconoscere un bullo

Le caratteristiche di un episodio di bullismo sono diverse e bisogna essere pronti a riconoscerne i segnali. La prima sicuramente è l’intenzione, la scelta cosciente di compiere un atto deliberatamente violento nei confronti di qualcuno considerato “debole” o incapace di difendersi in maniera adeguata. Anche la serialità nel ripetere i medesimi atteggiamenti fino a scadere in una vera e propria ossessione nei confronti della vittima è sinonimo di bullismo. Spesso, il bullo è parte di un gruppo di ragazzi cui diventa un riferimento. Le sue vittime non sono mai persone omologate ma quelle che fanno più fatica ad integrarsi.

Molto spesso è scambiato con eccessi di aggressività dovuti ai motivi più vari, disagi familiari o personali inespressi, pressione a livello sociale ecc. Il bullismo è un fenomeno più pericoloso, che andrebbe arginato tempestivamente prima che possa nuocere a qualcuno.

Cyberbullismo

Con l’affermarsi dei social e dei canali di comunicazione digitale – facebook, instagram, messanger ecc – il fenomeno si è espanso anche alla rete. Le conseguenze sono sempre più gravi per le vittime di una e propria persecuzione mediatica. Ricatti, messaggi minatori e foto rese pubbliche senza consenso sono solo alcuni degli esempi più frequenti. Con l’ausilio della tecnologia, molto spesso i bulli riescono anche a mantenere l’anonimato. Nei casi più gravi a spingere le loro vittime verso atti estremi. Il tentativo di suicidio adolescenziale è spesso legato a episodi del genere – oltre alle angherie subite fisicamente dagli stessi bulli.

La prevenzione e l’attenzione al bullismo parte innanzitutto dalle scuole.

Abbiamo fatto qualche domanda all’avv. Loredana Carrillo , vice procuratore onorario C/O della Repubblica di Roma che, tra le altre cose, organizza incontri nelle scuole mirati alla sensibilizzazione e al contrasto del bullismo.

Loredana Carrillo

Com’è nato il suo impegno in questo campo?

Il mio impegno in questo campo è nato perchè, oltre ad essere una professionista, sono innanzitutto una mamma di una ragazza di 21 anni e di un ragazzo di 13. Attraverso le esperienze dei miei figli ho potuto valutare quali siano gli atteggiamenti di molti ragazzi all’interno delle scuole e di quanto sia diffuso il fenomeno del bullismo. Da lì ho iniziato a fare attenzione a determinate dinamiche comportamentali. Ho deciso di affrontare e valutare da vicino il bullismo, anche per dare un mio contributo volto a sensibilizzare i ragazzi proprio su questo argomento“.

Come è accolto dai ragazzi il confronto sul bullismo?

Spesso sono entrata all’interno delle scuole con l’associazione Rotary di Roma, di cui mi onoro di far parte. Cerchiamo di sensibilizzare i ragazzi su tematiche importanti come l’inclusione, la socializzazione e il rispetto dei compagni. All’inizio viene accolto con diffidenza, perchè gli studenti ravvisano una sorta di atteggiamento volto a reprimerli. Ma poi, progressivamente, si aprono e raccontano quelle che sono le loro esperienze anche personali, di bullismo e sopraffazione. Instaurano con noi un rapporto di fiducia. Questi incontri sono molto importanti e hanno portato a grandi risultati“.

In questi ultimi anni si è parlato moltissimo di questo tema, in televisione, sui giornali, in radio e sui social: quanto si è fatto realmente per contrastarlo?

Negli ultimi anni si è cercato sopratutto di ottenere una maggiore attenzione da parte delle istituzioni. L’intervento legislativo in questo senso è stato determinante. La normativa che finalmente è stata introdotta è volta a disciplinare questa complessa materia. Ha introdotto delle sansizioni specifiche per comportamenti come il bullismo e il cyberbullismo. Ha ravvisato anche delle responsabilità che non solo più in capo alla famiglia, ma anche alla compagine scuola, che si vede ora responsabile di vigilare su atteggiamenti che possono dar vita a fenomeni di bullismo. La scuola viene vista anche come un organo importante, in grado di segnalare, laddove gli strumenti a sua disposizione non appaiano sufficienti, questi comportamenti agli assistenti sociali al fine di far intraprendere a questi studenti dei percorsi adeguati“.

bullismo

Ora c’è un’attenzione particolare riguardo ai fenomeni di bullismo, sopratutto rispetto ai decenni passati. Cosa è cambiato?

Ci si è resi conto, finalmente, che questo non è un fenomeno passeggero, ma un fenomeno importante che ha delle radici comportamentali in vari fattori, come ad esempio l’ambiente familiare o sociale. E’ cambiata soprattutto l’attenzione che si ha verso di questi ragazzi. L’intervento del legislatore è stato determinante: ha introdotto delle condototte sanzionatorie verso coloro che un tempo rimnevano impuniti. Si è compreso come, da un punto di vista psicologico, determinate condotte lesive verso un compagno abbiano degli strascichi importantissimi nella formazione psico-fisica di questi ragazzi. Alla luce di tutte queste considerazioni è apparso necessario intervenire, fare qualcosa di concreto che possa portare a debellare certe condotte certamente perseguibili“.

Il cyberbullismo in questi anni si è espanso ad ogni canale social: secondo lei che cosa si può fare per contrastarlo?

Ci vorrebbe un maggiore controllo da parte dei genitori, che purtroppo molte volte è carente. I nostri figli passano intere giornate davanti ai dispositivi elettronicie talvolta il controllo del genitore è assente, quindi è poco cosciente dell’utilizzo che realmente il ragazzo fa di questi strumenti. La diffusione dei social e la comunicazione derivante dalle varie piattaforme ha sicuramente peggiorato la situazione. Maggior controllo, quindi, sia da parte delle famiglie che da parte delle istituzioni, cercando di sopperire laddove la rete si mostri carente nell’arginare determinate situazioni e di sanzionare i comportamenti lesivi anche attraverso questi strumenti.

Noi abbiamo molti processi che vedono imputati ragazzi che, attraverso i social, hanno offeso, umiliato e denigrato dei compagni con conseguenze anche gravi in capo agli stessi.

La famiglia di una vittima deve certamente denunciare queste situazioni laddove si presentino e non avere timore di incardinare il procedimento al fine di ottenere il ristoro dei danni subiti“.

bullismo

Le sue prossime iniziative?

In programma ce ne sono tante. Sicuramente si porteranno avanti gli interventi nelle scuole, volti a sensibilizzarel’atteggiamento dei ragazzi verso queste tematiche. Cercare di introdurre interventi educativi per renderli distanti da questi atteggiamenti e agire come deterrente in comportamenti dannosi nei riguardi dei compagni. Sensibilizzare gli alunni e sensibilizzare anche i docenti e quindi l’istituzione della scuola, portandola a comprendere quanto sia grande la loro responsabilità e quanto sia importante il ruolo della scuola al fine di arginare certe situazioni“.

Nell’articolo abbiamo citato “Clara e le Ombre”, una graphic novel dedicata appunto al bullismo: che cosa ne pensa?

La storia di Clara e le Ombre è certamente molto significativa, molto bella. Clara, con le sue paure e i suoi timori, arriva in questa nuova città e in un certo modo le ombre, rappresentano anche le fragilità di ogni ragazzina e ragazzino: è una metafora bellissima. E’ bello vedere le vicende di questa fanciulla, da prima vittima delle sue ombre, poi vittima del bullismo dei suoi compagni e infine colei che trae la forza in se stessa. Supera le sue ombre per ritrovare i suoi compagni scomparsi. Ci fa capire come ci possa essere, in capo a ciascun ragazzo, un superamento di queste paure – e quendi di queste Ombre – e come possa essere più forte, più importante, poi la reazione volta a superare tutto ciò“.

Non mi resta che darvi appuntamento in libreria per questo fumetto da leggere come genitori, come educatori e, soprattutto, da far leggere ai ragazzi.

Taggato come

Opinione dei lettori
  1. Matteo   Di   6 Novembre 2020 alle 10:11

    Articolo profondo che consiglio a tutti di leggere e intervista ben ricostruita e riportata. Mi piace perché non é la solita pappardella che parla della sensibilizzazione sul bullismo ma anche perché offre una soluzione possibile al problema. Davvero un interessante articolo-anticipo.

Commenta

La tua email non sarà pubblica. I campi richiesti sono contrassegnati con *


Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.