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Il Bar senza nome: la Lis ha il sapore del caffè

Scritto da il 16 Gennaio 2021

Soundtrack da ascoltare durante la lettura: A bocca chiusa- Daniele Silvestri

Voicebookradio intervista Sara Longhi e Alfonso Marazzo, due ragazzi sordi che hanno fatto della Diversità una ricchezza; pronti ad introdurci in un mondo specchiato da possibilità rovesciate, ribaltando le consuetudini sociali, all’insegna del Bar senza nome.

Tre domande a Sara e Alfonso, in nome del Segno:

Nove anni fa è partita una nuova sfida per Sara e Alfonso: aprire un’attività, un Bar senza nome dove le persone sorde e gli udenti potessero interagire, vivendo a pieno un’esperienza comunicativa sensoriale.

Abbiamo dimostrato che noi sordi possiamo farcela e che possiamo relazionarci con tutti. Occorre avere coraggio.

Un luogo inclusivo e rappresentativo per non sentirsi diverso, ma aprendo le porte ad un nuovo modo di convivenza e socializzazione. È stata dura dar vita a questo progetto?

E’ stato tutto abbastanza naturale, venendo da un’esperienza come quella del gruppo Camaleonte, dove andavamo a fare gli eventi nei locali degli altri, abbiamo maturato l’idea di avere uno spazio nostro.

Da quel momento, conoscendo le nostre esigenze come persone sorde, abbiamo messo in pratica quello che ritenevamo fondamentale e così siamo andati avanti“.

Com’è l’organizzazione riguardo le ordinazioni e la comunicazione tra sordi ed udenti?

Tra di noi comunichiamo in lingua dei segni, quindi i pensieri, le emozioni, viaggiano attraverso una lingua che sfrutta un canale visivo/gestuale e questo per noi significa, in maniera naturale, recepire un intero messaggio senza ombra di dubbio.

Di conseguenza abbiamo optato per un sistema di ordinazione di tipo visivo:

tutte le ordinazioni passano attraverso bigliettini dove è raffigurato il segno e la parola del prodotto. E si consegna o si segna, allenandosi prima, al bancone oppure chi già conosce la lingua dei segni (LIS), può ordinare direttamente segnando.

Abbiamo ideato anche altre modalità, come ad esempio: un foglio sul bancone dove è raffigurato l’alfabeto gestuale, e ancora bigliettini dove si può scrivere. Infine, in questo periodo covid abbiamo ideato gli ordini tramite whatsapp“.

Oltre ad essere il “bar senza nome” Premiato dal nostro Presidente Sergio Mattarella, e quindi aver avuto una meritata onorificenza, avete ideato progetti all’interno del vostro esercizio? Ossia attività extra tra udenti e sordi.

Noi abbiamo sempre dedicato tempo e risorse alla cultura e all’arte. In questo periodo, ovviamente siamo fermi, ma speriamo di tornare presto a fare quello che più ci piace.

Il premio del Presidente Mattarella ci ha colti di sorpresa e né siamo molto felici, ed è anche per questo che intendiamo rafforzare ancora di più il nostro impegno e continuare il percorso intrapreso 9 anni fa.

Il Bar senza nome
Il Bar senza nome

Signore e signori, finalmente, con grande esuberanza, la luce dei riflettori è puntata sul bancone di un bar. Un bar che ha scavalcato le barriere sociali, sfidandole con orgoglio e coraggio, segnando a tutti gli effetti un mondo tenace, ribelle e diversamente inclusivo.


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