I will always love you: la canzone d’amore del secolo è in realtà un inno all’amicizia

Scritto da il 27 Febbraio 2020

Durante la lettura si consiglia l’ascolto del brano: “I will always love you – Whitney Houston”

Il 27 febbraio 1993 I will always love you di Whitney Houston, dopo 14 settimane in vetta della classifica statunitense, diventa il singolo rimasto più a lungo alla posizione numero uno. Questo primato venne poi superato nel 1995 da One Sweet Day di Mariah Carey e Boyz II Men.

La storia della canzone più famosa di The Voice, soprannome dato alla Houston, inizia nel 1974 con Dolly Parton che la scrisse e per prima la interpretò.

Nel 1974 Scorsese la inserì nel film Alice non abita più qui e nel 1982 venne reincisa per Il più bel Casino del Texas, ma è nel 1992, nel film Guardia del corpo che scala le classifiche.

All’inizio Whitney avrebbe dovuto realizzare la cover del brano What Becomes of the Brokenhearted di Jimmy Ruffin, ma dopo aver scoperto che era già stato utilizzato per il film Pomodori verdi fritti alla fermata del treno, Costner suggerì di interpretare quello di Dolly Parton.

In origine era una ballad country, versione che si distacca ma non troppo da quella che tutti conosciamo. Houston la rese pop e soul.

In un’intervista la Parton racconta di essere rimasta colpita dalla sua versione:

The way she took that simple song of mine and made it such a mighty thing, it almost became her song. Some writers say, ‘Ooh, I hate the way they’ve done that to my song or that version wasn’t what I had in mind.’ I just think it’s wonderful that people can take a song and do it so many different ways.

Costener, sia attore che produttore del film, aveva intuito che I will always love you sarebbe stata perfetta. Ricorda:

I said, ‘This is a very important song in this movie. I didn’t care if it was ever on the radio. I didn’t care. I said, ‘We’re also going to do this a cappella at the beginning. I need it to be a cappella because it shows a measure of how much she digs this guy – that she sings without music.”

Nel film Whitney interpreta una nota popstar e attrice e Kevin Costner la sua guardia del corpo. I due si innamorano ma sono costretti a separarsi.

Il brano, infatti, che ha trascinato l’intero album The Bodyguard fino ad essere riconosciuto come colonna sonora più venduta di tutti i tempi, è molto triste. Il produttore David Foster la chiamò “The love song of the century”.

Il testo è una promessa d’affetto eterno, nonostante ci sia la consapevolezza dell’impossibilità di un rapporto felice. La separazione quindi è inevitabile, resa più dolce dall’augurio di gioia e felicità.

Le parole infatti rivelano un significato lontanissimo da quello romantico che viene erroneamente conferito alla canzone. Dolly Parton la scrisse in occasione della rottura del sodalizio musicale con Porter Wagoner, con cui non aveva avuto nessuna storia d’amore.

Houston si esibì con la canzone ai Grammy del 1993. Quell’anno vinse il Record of the Year and Best Female Pop Vocal Performance, mentre nel 1992 il Soul Train Music Award for R&B Song of the Year.

Dopo l’improvvisa morte avvenuta nel 2012, la canzone tornò tra la top 10 della Billboard Hot 100, diventando così la quinta canzone a raggiungere la top ten due volte. La Houston è anche la donna dei record: I will always love you il singolo più venduto nella storia da una artista femminile, con oltre 16 milioni di copie vendute.

Ultima curiosità: anche Elvis Presley provò a convincere Dolly Parton a registrare una versione a due voci, ma Dolly Rifiutò dato che Elvis chiedeva la metà dei diritti del pezzo. Alla fine la versione della Houston le fruttò molto di più, tanto da potersi permettere di comprare tutta Graceland.


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