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I fan adulti di Pokémon e la loro Pokéregione cerebrale

Scritto da il 8 Maggio 2019

La notizia che vi accingete a leggere presenta dei tratti a metà strada tra lo scientifico e il comico, tra il goliardico e l’inquietante: stando a quanto è emerso da uno studio recentemente pubblicato sulla rivista Nature Human Behavior, gli adulti cresciuti con il game boy (e in seguito con il suo degno successore, il Nintendo DS) in mano a giocare a Pokémon hanno sviluppato una (Poké)regione cerebrale in grado di rispondere in maniera particolarmente reattiva davanti a stimoli visivi ricollegabili ai mostriciattoli più famosi del mondo.

Per dimostrare la tesi, gli studiosi si sono avvalsi dell’aiuto di undici volontari adulti rispondenti al requisito di aver giocato frequentemente a questi videogame sia in tenera età (a partire dai 5-8 anni) sia in tempi recenti, e di un gruppo composto da altrettanti individui che però fossero stati da poco convertiti alla mania della caccia ai Pokémon.
Una volta verificato che ognuno di essi fosse in grado di riconoscere le suddette creature dalle straordinarie abilità, l’esperimento vero e proprio ha potuto avere luogo: mentre i cervelli dei volontari venivano opportunamente scansionati, sono state mostrate loro le immagini dei 150 Pokémon di prima generazione, posizionate alla rinfusa assieme a raffigurazioni di animali (veri!), di volti (veri!), di parole e di altri cartoni animati.

I dati rilevati non hanno lasciato dubbi: mentre i neofiti della Pokémania non sembrano aver riscontrato particolari reazioni a livello cerebrale davanti agli stimoli visivi proposti, i fan di vecchia data della serie animata e videogame hanno manifestato un’insolita e intensa attività in corrispondenza del solco occipitotemporale solo quando veniva mostrata loro l’immagine di un Pokémon.

Lasciando ai posteri l’ardua sentenza su quanto sano sia che la mente umana arrivi a plasmarsi a seguito di ripetuti stimoli di un certo tipo, ciò che va sicuramente riconosciuto è che un simile risultato apre un nuovo campo d’indagine sui meccanismi attraverso i quali il cervello si attiva per riconoscere determinate immagini.

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