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I falsi ricordi e la memoria che inganna

Scritto da il 16 Dicembre 2019

Durante la lettura si consiglia l’ascolto del brano: “Memories – Maroon 5”

Se pensate che la memoria sia del tutto affidabile, allora è il caso di ricredervi!

Nella maggior parte dei casi il cervello, invece di imprimere un ricordo come fosse una fotografia, ricostruisce le dinamiche vissute. Come? Miscelando la realtà con i sogni e le illazioni di tutto ciò che non riusciamo a rammentare, creando così falsi ricordi.

Riprodurre la sequenza degli eventi accaduti diventa più difficile con il passare del tempo e soprattutto degli anni. Infatti i dettagli sono soliti sbiadire, in particolare se vengono a contatto con le emozioni. In casi di esperienze negative, la memoria è più imprecisa. Ma attenzione, ricordare frammentariamente è normale. Molte volte capita di rammentare una notizia, ma dimenticarne la fonte, oppure di scambiare un sogno per un ricordo. Per capire meglio quest’ultimo meccanismo, nel 1998 è stato condotto un esperimento da parte degli psicologi Lyn Goff e Henry Roediger. Il test si è svolto in due fasi: nella prima è stato chiesto ai partecipanti di distinguere quante volte avessero eseguito azioni come rompere uno stuzzicadenti, far rimbalzare una pallina, incrociare le dita o anche solo immaginarlo e ascoltarne la descrizione; nella seconda è stato domandato agli stessi di immaginare le azioni che non erano state realizzate nella sessione precedente. A questo punto si è notato come gli esaminati si sono effettivamente confusi, inducendo gli studiosi a ritenere che il passare del tempo influisse sulla parte creativa del cervello.

Per provare l’influenzabilità della memoria sono stati realizzati alcuni esperimenti dove gli studiosi hanno introdotto nella mente dei soggetti falsi ricordi. Il più famoso risale al 1995 e ha visto come protagoniste le psicologhe Elizabeth Loftus e Jacqueline Pickrell. L’esame consisteva nel raccontare agli individui d’età compresa tra i 18 e i 53 anni quattro aneddoti riguardanti la loro infanzia. Le notizie sono state fornite da amici e familiari e tra queste tre erano veritiere ed una fasulla. Il ricordo erroneo doveva essere convincente, in modo tale da potersi confondere all’interno degli altri, ma allo stesso tempo non doveva suscitare forti emozioni all’individuo. Al termine del test, sette partecipanti su ventiquattro hanno ricordato di essersi smarriti all’interno di un centro commerciale e di essere stati aiutati da un gentile signore anziano, avallando così il ricordo simulato. Da questo esperimento è emerso che il falso ricordo era più torbido rispetto a quelli veritieri e pertanto descritto in maniera più confusionaria e con meno vocaboli.

Vi è mai capitato di essere ingannati dalla memoria?


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