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Hotel California: microcosmo di sensazioni

Scritto da il 7 Maggio 2020

Durante la lettura si consiglia l’ascolto del brano “Hotel California – Eagles”

Il 7 maggio 1977 gli Eagles raggiungevano la posizione numero 1 della classifica statunitense con il singolo Hotel California.

Fu Don Felder ad ideare la canzone, punta di diamante della produzione del gruppo. Nel suo libro Heaven and Hell: My Life in The Eagles racconta che la compose in spiaggia. La propose a Don Henley e Glenn Frey, che poi lo aiutarono a finirla. Molto probabilmente si ispira a We Used to Know dei Jethro Tull. La progressione degli accordi sembra infatti quasi identica.

Sul testo ci sono varie interpretazioni, anche se quella che per ora mette d’accordo la maggioranza, stando alle spiegazioni date dai componenti del gruppo, è quella sul significato materialista, accostato alla più nascosta critica al sogno americano, tra decadenza, corruzione, soldi e droga.

Don Henley l’ha definita “la nostra interpretazione della bella vita a Los Angeles”. In un’intervista del 2007, disse “è essenzialmente una canzone sull’oscura vulnerabilità del sogno americano, che è qualcosa che conosciamo bene”. Nel 2013 nel documentario History of the Eagles ha dato anche un’altra versione: “It’s a song about a journey from innocence to experience.”

Come infatti ha confermato anche Glenn Frey, il brano rappresenta il lato oscuro del Paradiso. Era ciò che la band stava attraversando in quel periodo di successo. Un microcosmo di esperienze. In quel periodo inoltre il gruppo faceva uso di alcol e droghe.

Alcuni pensano che sia un viaggio dall’amore e dal matrimonio fino al divorzio. Altri pensano che ci sia un significato satanico, dato che alcuni accostano l’Hotel California ad un albergo di San Francisco, acquistato e convertito in una sede della Chiesa di Satana. Oppure dipendenza da eroina o cannibalismo. Il testo comunque rimane vago e astratto. Il contributo di alone di mistero è dato ulteriormente da una rivelazione di Felder sulla presunta ragazza che ha ispirato il brano, la cui identità è rimasta nascosta.

Ciò che più traspare nei testi della band è la ricerca di evocazioni sensoriali. Per esempio in questo brano il verso “Warm smell of colitas” si riferisce a delle piante, le colitas, che crescono nel deserto e che fioriscono di notte, anche se alcuni pensano siano un riferimento alla cannabis o al sesso.

L’Hotel California inoltre non esiste fisicamente. L’hotel nella copertina dell’album omonimo infatti è il Beverly Hills Hotel. È quindi solo una metafora di un luogo dal quale si può fare il check out, senza la possibilità di andarsene. Interpretazioni a parte, il brano è davvero un microcosmo, un tripudio di sensazioni che si accende a designare l’hotel California di ognuno di noi, perché ognuno ne ha uno nel proprio immaginario.

Il brano ha ricevuto vari riconoscimenti: vinse il Grammy Award per il singolo dell’anno nel 1978; l’assolo di chitarra si è posizionato ottavo nella classifica Top 100 Guitar Solos secondo Guitar Magazine. Nella classifica delle 500 migliori canzoni stilata da Rolling Stones si è posizionata al 49esimo posto. La popolarità, l’ha reso il brano per eccellenza del gruppo. Le esecuzioni dal vivo si possono trovare negli album live Eagles Live e Hell Freezes Over. È stata inoltre eseguita nel 1998, quando gli Eagles sono entrati nella Rock and Roll Hall of Fame.


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