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Hayao Miyazaki: “Si alza il vento”

Scritto da il 5 Gennaio 2021

Soundtrack da ascoltare durante la lettura: “Fly Me to The Moon” – Frank Sinatra

Un cielo vasto che si staglia all’orizzonte e il sogno di essere lì, assieme agli uccelli. C’è un comune denominatore nei film di Hayao Miyazaki, che oggi compie 79 anni: il volo. Porco Rosso, Il mio vicino Totoro, Si alza il vento: il volo è parte di Miyazaki. 

L’infanzia all’ombra della guerra e il sogno del volo

Suo padre era un ingegnere aeronautico e direttore di un’azienda che produceva componenti per aerei da combattimento. Hayao Miyazaki ha vissuto la guerra, ma soprattuto la contraddizione di vedere la sua grande passione strumentalizzata per scopi barbari. Al tempo stesso era affascinato dai modelli aerodinamici dei caccia. In quel periodo le nazioni competevano in una gara frenetica per l’areo più veloce, più leggero, più performante. La meraviglia del progresso industriale era imbruttita dal suo scopo di portare la morte. 

Un film dello studio Ghibli non è tale se non coinvolge un aereo, o una qualche forma di volo -come la scopa di Kiki consegne a domicilio– tutte perfettamente studiate. Possono essere steampunk e intimidatorie come il Castello errante di Howl, oppure sognanti come Totoro. Ogni mezzo ha una stretta connessione con il suo pilota e lo riflette per dare allo spettatore una finestra sulla personalità del protagonista, che è sempre al centro. Il suo velivolo non è che un mezzo per connetterlo alla vastità del cielo, per vedere le cose da un’altra prospettiva o per scoprire una libertà che non aveva mai vissuto. 

Sogno e distruzione: la maledizione del volo

Hayao Miyazaki è attento al realismo dei veicoli dei suoi film: le animazioni simulano perfettamente come dovrebbero muoversi e i movimenti dinamici della telecamera in prima prospettiva aumentano l’immersione sul grande schermo. Per un attimo volare assieme ai personaggi sembra possibile, e le preoccupazioni sono solo un ricordo. Dall’alto, tutto è più piccolo. Il cielo spesso simboleggia i sogni dei protagonisti e la loro aspirazione alla libertà: è per questo che il primo volo emoziona. È il raggiungimento di quei sogni. 

La cultura giapponese mostra spesso anche il lato negativo delle cose: la vita è un’eterna scala di grigi. Il taoismo mira a dimostrare l’eterno equilibrio dell’universo, non esiste la bontà assoluta e nemmeno il male assoluto. Miyazaki non si sottrae a questo modo di vivere e mostra anche il lato oscuro del volo: il passato non può essere cancellato. Una prospettiva affascinante come quella di sfidare le leggi della natura può essere utilizzata per far soffrire, Miyazaki l’aveva vissuto sulla sua stessa pelle. Gli aerei da guerra ancora oggi distruggono case e separano famiglie. “Sono sogni maledetti”, confessa l’autore in un video di Fandor. 

Si alza il vento, la guerra e la meraviglia del progresso

Si alza il vento riprende questo tema raccontando la storia di Jiro Horikoshi, il creatore di uno degli aerei più performanti della seconda guerra mondiale. Nel sogno di Jiro e del Conte Caproni prende vita l’eterno dualismo del volo: l’italiano osserva sconsolato gli aerei di guerra pilotati da persone che non torneranno vive, ma moriranno nel fuoco delle loro stesse bombe. Mostra poi a Jiro il suo vero sogno: progettare un aereo che non trasporta bombe, ma passeggeri, e che sia in grado di attraversare l’atlantico. 

Miyazaki affida a Caproni il suo grande messaggio: “Gli aeroplani non sono né uno strumento di guerra né un mezzo di profitto commerciale. Gli aeroplani sono un sogno.”

Vivere il sogno è ciò che conta: non si possono controllare le persone avide di guerra e distruzione. Si può prendere esempio dai protagonisti di Miyazaki ed abbracciare la libertà. Nonostante la bruttezza del mondo. 

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