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Harvest: il raccolto sempreverde di Neil Young

Scritto da il 12 Novembre 2020

Soundtrack consigliata durante la lettura: “Heart of Gold” – Neil Young

Old man take a look at my life I’m a lot like you

I need someone to love me the whole day through

Ah, one look in my eyes and you can tell that’s true

Old Man – Neil Young

Neil Young compie oggi 75 anni. Come augurio e, a celebrazione di una carriera leggendaria, abbiamo deciso di dedicargli lo spazio che si merita, nella forma del suo più grande successo discografico: Harvest.

Pubblicato nel 1972, è stato il suo album più venduto con circa 8 milioni di copie e l’unico della sessantennale carriera del cantautore canadese a poter contare un singolo alla posizione numero uno negli Stati Uniti. Il successo di Harvest è tale che Rolling Stone, la Bibbia del Rock, lo ha posizionato al 78° posto nella lista dei 500 migliori album di sempre.

Neil Young
A young Neil Young

A record for the ages

Harvest è stato il vertice del successo commerciale di una carriera con pochi eguali per longevità e successi, la sua fortuna è dovuta ad un’azzeccata scelta stilistica e ad una genesi molto particolare.

Naturalmente pubblicato in vinile, Harvest è quasi un’opera in due atti: il lato A dalle sonorità più tradizionali in cui Neil Young, con linee melodiche semplici e lineari, affresca un paesaggio tipico del Country, seppur con punte di ironia non sempre riconosciute; il lato B, d’altronde, si distingue per un intreccio musicale più variegato, nonostante i temi più impegnati, sempre soave e quasi fiabesco.

Harvest è, almeno in parte, un album nato on the road, quando nel 1970, malgrado un infortunio alla schiena che lo debilita, porta avanti un tour acustico senza accompagnamento in piccoli locali e arene nei quali, i fortunati spettatori, assisteranno in anteprima ad alcuni dei successi più emozionanti dell’album.

Come architettare un capolavoro

Nel lato A, Neil Young si lascia andare a cenni autobiografici in Out on the weekend, storia di un amore ormai appassito. A Man needs a Maid, invece, descrive apparentemente la nascita dell’infatuazione del rocker per l’attrice Carolyn Snodgress.

Heart of Gold, l’unica Numero 1 di Neil Young, fu oggetto di critica da parte di Bob Dylan che, si narra, ascoltandola la prima volta esclamo: “Ma questo sono io!”.

Come detto però è il lato B di Harvest che lo spinge di diritto nella categoria dei capolavori: con Old Man, Neil Young fa un parallelismo tra la vita di un giovane uomo e quella di un anziano, evidenziando come i loro bisogni siano in realtà gli stessi. Iconica e struggente è invece The Needle and the Damage Done dedicata a Danny Whitten, chitarrista dei Crazy Horse, scomparso a causa dell’abuso di eroina mentre Neil Young era in tour.

A concludere l’album è Words, uno dei più interessanti e musicalmente validi della carriera del cantautore canadese, vero e proprio dialogo kafkiano tra la chitarra di Young ed il resto della band.

Neil Young è uno degli ultimi cantautori di una generazione leggendaria il cui stile non è mai sceso a compromessi col successo commerciale, casomai viceversa.

Come ultimo tributo scegliamo quindi le parole di un suo collega, forse più conosciuto alle nostre latitudini:

Certe notti la radio che passa Neil Young

Sembra avere capito chi sei

Certe Notti – Luciano Ligabue


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