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Guy Fawkes, V per Vendetta e il 5 novembre

Scritto da il 5 Novembre 2020

Soundtrack da ascoltare durante la lettura: “1812, Overture” – Tchaikovsky

Remember, remember the fifth of November”. Così comincia una famosa filastrocca, insegnata ancora nelle scuole nelle lezioni di lingua inglese. È così che sopravvive una storia che veniva ricordata ogni anno il 5 novembre nel Regno Unito. 

Guy Fawkes

Il protagonista della storia è Guy Fawkes, che insieme ad altre dodici persone tentarono un attacco terroristico al Parlamento. Era il 1605, in Inghilterra, e regnava Giacomo I. Ogni 5 novembre si apriva il nuovo anno parlamentare, e si riunivano le camere con il re, che introduceva un discorso inaugurale. La congiura delle polveri, come fu soprannominata, era stata organizzata per rovesciare la monarchia parlamentare anglicana in favore di una assoluta e cattolica. Il re era infatti soprannominato dai tredici del gruppo di Fawkes “eretico”, perché protestante. Loro invece erano di fede cattolica. E così progettarono il colpo. Presero il possesso di una cantina proprio sotto il Parlamento, e vi riposero trentasei barili di esplosivo.

Guy Fawkes non era l’organizzatore. Anzi, se si analizza con attenzione la vicenda lui era solo un burattino. La congiura fu scoperta con l’arrivo di una lettera anonima, e quando la polizia arrivò alla cantina trovò proprio lui con la miccia in mano e un orologio, pronto a far saltare tutto. A seguito di disumane torture, in cui lui confessò e diede i nomi degli altri indiziati, fu impiccato. Da quell’evento, ogni anno si festeggiava la notte di Guy Fawkes, con fuochi d’artificio e falò, per rallegrarsi che il re si fosse salvato. Nelle fiamme venivano buttati fantocci rappresentanti proprio lui, Guy Fawkes. Come fosse il simbolo di qualcosa da distruggere e sradicare

V per Vendetta

guy fawkes

Nel 2005 questa storia fu resa nota a chiunque grazie al film V per Vendetta, con regia di James McTeigue e sceneggiatura delle sorelle Wachowski. È ispirato alla graphic novel omonima, con disegni di David Lloyd e testi di Alan Moore -che decise di distaccarsi dal progetto cinematografico poiché troppo distante dal fumetto. Sono ambientati in un futuro non troppo lontano, il mondo è molto diverso da come lo conosciamo. Il paesaggio è assimilabile a 1984 di Orwell, con Stati dittatoriali che si fingono democratici. 

guy fawkes
La maschera col volto di Fawkes

La storia gira intorno a un uomo, V, vestito di nero e con la maschera di Guy Fawkes. Immortalato in un ghigno, questo personaggio storico viene preso come esempio di vita dal protagonista. La sua esistenza è stata sconvolta da degli esperimenti biologici fatti sul suo corpo. E la sua fede è una sola: la vendetta. La sua maschera vuole rappresentare un ideale di ribellione e rivoluzione contro lo Stato oppressore. Contro coloro che fingono di difendere i cittadini e invece li usano per i loro loschi scopi. Il ghigno nasconde un volto martoriato che ha sofferto. E la sua risposta a tutto ciò che gli hanno fatto è l’esplosivo, come lo storico Guy. 

Guy Fawkes o V?

Spesso l’immaginario comune riconduce la storia di Guy a quella di V. Sia per la trama del film, sia per questa maschera. La vendetta di V è data sì dall’odio, scaturito però dalla sofferenza. Fawkes anche aveva sofferto, essendo un cattolico circondato da protestanti. La loro azione va contro un sistema oppressore, che distrugge vite. Soprattutto le loro stesse vite. Ma entrambi agiscono seguendo la via del terrore. L’esplosione del Parlamento avrebbe portato alla perdita non solo di personaggi politici, ma prima di tutto di uomini. V in tutta la durata del film è spietato, non si ferma quando c’è da uccidere chi si oppone a lui. 

Un’immagine del film V per Vendetta

Spesso invece figure del genere sono immolate a esempi da seguire. La maschera di V è usata per esprimere l’anarchia. E non che lui non fosse anarchico. Ma la maschera nasconde, la maschera dà un’altra identità. La maschera di V non è V, ma è Guy Fawkes. E lui era, alla fine, quello che oggi potremmo considerare un fondamentalista religioso. Non un anarchico. Inneggiamo alla rivoluzione con la faccia di un uomo che sì voleva rovesciare un sistema, ma in nome di una religione. Non di un ideale. Forse il suo salto di qualità è stato proprio V.

V vuole essere l’incarnazione di un ideale. Lui si batte per le sue idee, morirebbe per loro. Ma, vedendo il film, leggendo il fumetto, scopriamo che V è un uomo che nasconde dietro la vendetta una vita distrutta. La vendetta cela la verità, proprio come il suo volto è coperto da una maschera. 


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