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Cultura

Il grunge e la Seattle generation: un grido invisibile

today29 Settembre 2020

Background
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Soundtrack da ascoltare durante la lettura: “Even Flow” – Pearl Jam

La settimana scorsa Valentina con il suo Five Play Rock n’Roll ci ha fatto ascoltare Even Flow dei Pearl Jam, una delle canzoni più importanti del movimento di Seattle che ha dato vita al grunge rock

Il grunge è spesso considerato un vero e proprio movimento culturale, colonna sonora della generazione X. La parola è un termine slang usato per indicare “qualcuno o qualcosa di ripugnante” oppure “sporco”. L’industria musicale sfruttò il successo del termine per commercializzare le band di Seattle. Gli artisti ci misero poco ad odiarlo, soprattutto perché era nato da ciò che più disprezzavano: le istituzioni. 


Grunge rock: la distruzione degli assoli

Non si può dire che non fosse azzeccato: chitarre distorte e testi oscuri sottolineano le brutture del mondo. Nessuna possibilità di speranza, e nemmeno redenzione: dalle ceneri del crollo del muro di Berlino sono nati nichilismo ed incertezza del futuro. La parola d’ordine è distruggere il passato: con il grunge gli assoli di chitarra e gli abbellimenti delle tastiere sono scomparsi. Kurt Cobain diventò l’anti-chitarrista: se già con il punk saper suonare non è più necessario, il frontman dei Nirvana copre tutto con distorsioni primitive. Il grunge non è una rivoluzione culturale: cambiare lo status quo è la negazione del grunge. Apatia e fatalismo la fanno da padrone, emozioni che si riflettono nelle sonorità ripetitive che intontiscono l’ascoltatore. 

Grunge
Eddie Vedder, frontman dei Pearl Jam

Grunge e moda

Il grunge come il punk diventa anche moda, popolarizzata ovviamente dai frontman della Seattle generation: Eddie Vedder, Kurt Cobain e Chris Cornell. Il punk manda il suo messaggio di anticonformismo anche con il vestiario, tra giacche di pelle, borchie e creste colorate. È paradossale quindi che il grunge, che rifiutava i messaggi politici, si sia affermato anche nel modo di vestirsi. I rocker di Seattle indossavano vestiti mondani: Kurt Cobain portava spesso maglioni oversize e scarpe Converse. Era stile incentrato a non attirare l’attenzione, ma fu proprio questo a renderlo popolare. Le camicie di flanella e le Dr. Martens, indossate prima per andare contro alla moda dettata dalla società, diventarono capi immancabili anche per il grande pubblico. 

La sconfitta della generazione X e il trionfo consumista

Seattle divenne simbolo dell’ingenuità infantile di una generazione che doveva trovare una valvola di sfogo per farsi sentire. Se per la società erano invisibili, tanto valeva aumentare le distorsioni e distruggere tutto. Un risvolto popolare della generazione X fu anche la street art, grido di una gioventù invisibile contro i palazzi costruiti dalla generazione dei genitori. Ironicamente, sarà la stessa società ad usarla nel modo più spietato possibile: divenne un movimento rivoluzionario quando movimento non lo era affatto, e venne fagocitato dal consumismo.

L’eco del grunge si può ancora trovare all’angolo di qualche negozio. Non basta molto: una rapida occhiata tra i capi e prima o poi troverete una camicia di flanella rossa e nera, magari con una maglia dei Nirvana accanto. 

Per questa ed altre storie rock&roll, sintonizzatevi lunedì, mercoledì e venerdì su Five Play Rock n’Roll dalle 19 alle 19:30

Leggi anche – Pearl Jam: l’annuncio del nuovo album e l’uscita del singolo

Written by: Mariahelena Rodriguez

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