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Gli Specchi Angelici del Parco Nazionale d’Abruzzo

Scritto da il 23 Luglio 2019

La funzione della pittura umana è quella di mediare la natura attraverso uno specchio e ciò che viene dipinto è quello che sanno del mondo. Tutto il mondo in un angelo è totalmente angelico, tutto il mondo in un dipinto è totalmente pittorico.

Matteo Fato

Il Parco Nazionale d’Abruzzo è diventato un museo a cielo aperto in occasione della seconda edizione di ArteParco a Pescasseroli, un progetto che unisce la bellezza del paesaggio all’arte contemporanea. Quest’anno il protagonista è l’italiano Matteo Fato, che ha creato l’opera Specchi Angelici.

Ma che cosa sono gli specchi angelici?

Si tratta di tre cavalletti da pittore vuoti, senza alcun dipinto, posizionati nel verde e circondati da cardi silvestri. I cavalletti hanno il preciso compito di combinarsi con l’ambiente circostante, diventando un tutt’uno con la natura e venendo a loro volta incorniciati da un panorama mozzafiato che in ogni stagione cambia, così che il visitatore non abbia mai la stessa visione del paesaggio.

Le opere dell’artista sono accompagnate da una seduta-leggio, dove è iscritto un componimento indirizzato alla Natura creato da un amico e confidente dell’artista, il drammaturgo Gianni Garrera. Il viaggiatore potrà godersi in tutto relax lo spettacolo naturalistico e artistico che si ritrova di fronte.

Come affermato da Matteo Fato:

Tre cavalletti che offrono tre possibilità di visione, tre possibilità di pittura.

Matteo Fato

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