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Giugno Antoniano

Scritto da il 5 Giugno 2020

Durante la lettura si consiglia l’ascolto del brano: ” Fratello Sole, Sorella Luna – Claudio Baglioni”

Padova non è solo la città di Antenore [eroe troiano fondatore della città], essa è come una torta di mille foglie: è la città romana di Tito Livio, quella cristiana di Antonio, quella insanguinata da Ezzelino, quella dove Giotto, Mantegna, Tiziano, Tiepolo eseguirono il fiore delle loro opere, quella rivelatrice di Galileo e di Morgagni dall’alto delle loro cattedre, quella goliardica della gioventù ribelle allo straniero dominante, quella saggiamente signoreggiata dai Carraresi, quella veneziana di Alvise Cornaro e di Gaspare Gozzi, quella sensuale e drammatica del Ruzante e, per finire col nostro secolo, quella industriale e agraria, sempre ravvivata da una vitalità esuberante che sembra determinata dalla terra attorno, pervasa in epoche preistoriche dal fuoco vulcanico dei Colli Euganei.

Giovanni Comisso

La storia di Padova è costellata, fin dai tempi degli antichi romani, da grandi figure e dalle loro tracce.

Così per onorare il suo patrono, Sant’Antonio di Padova, morto nel 1231, la città prende un’iniziativa di aprire gratuitamente i musei per tutto il mese di giugno. La motivazione di questa scelta e dell’importanza del santo viene spiegata dall’assessore alla cultura Andrea Colasio:

La storia di Sant’Antonio dal 1231, anno della sua morte, si è intrecciata con quella di Padova, contribuendo alla formazione dell’identità cittadina. La spiritualità si è espressa anche nella bellezza del patrimonio artistico della nostra città, che invitiamo in questa occasione a riscoprire

Andrea Colasio

Purtroppo la meravigliosa Cappella degli Scovegni che viene descritta da Marcel Proust in Alla ricerca del tempo perduto, assieme alle mostre, è esclusa dall’iniziativa della città.

Dopo aver attraversato in pieno sole il giardino dell’Arena, entrai nella cappella di Giotto, dove l’intera volta e gli sfondi degli affreschi sono così turchini da far credere che la radiosa giornata abbia, anch’essa, oltrepassato la soglia insieme al visitatore e sia venuta per un attimo a porre all’ombra e al fresco il suo cielo puro, solo un poco più profondo, perché libero dalle dorature della luce, come in quelle brevi pause che interrompono le più belle giornate, quando, pur senza che sia comparsa nessuna nube, come se il sole un attimo avesse volto altrove il suo sguardo, l’azzurro, ancora più dolce, si oscura.

Marcel Proust

Le esposizioni hanno riaperto il 18 maggio, totalmente rimodellate per adattarsi alla situazione attuale, evitando, anche, la formazione di flussi di gente tali da creare assembramenti e lo staff è stato formato per assicurare un controllo adeguato. Gli orari sono dalle 9.00 alle 19.00 dal martedì alla domenica, per tutte le strutture eccetto il Palazzo Zuckermann, che apre alle 10.00

Siete mai stati a Padova?


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