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Giovanni Allevi: il mondo delle favole in un pianoforte

Scritto da il 9 Aprile 2021

Soundtrack da ascoltare durante la lettura: “Flowers”- Giovanni Allevi

L’eco di una sinfonia leggera e il rumore scompigliato dei capelli di Giovanni Allevi oggi ci accompagnano in un viaggio fiabesco, ma ribelle.

Voicebookradio.com vi presenta un’artista eccezionale, un pianista e un compositore che ha stravolto i canoni della musica, rendendola soffice, corposa e virtuosa, proprio come i suoi capelli ricci. Omaggiandolo oggi, nel giorno del suo compleanno.

Se dovessi raccontare Giovanni Allevi, partirei dai suoi capelli, perché lì nasconde la sua storia

C’era una volta un giovane ragazzo, con le tasche piene di speranze, seduto sul ripiano di legno della sua finestra, che batteva le mani sui tasti bianchi e neri, immaginando una sinfonia su di un pianoforte invisibile.

“Continua a studiare Bach, invece di perdere tempo”, il rammarico di un padre severo che non ha mai creduto in lui. Nei suoi capelli inizia a covare una musica, lontana dai dispiaceri del padre.

Fin quando non assapora, delicatamente, il gusto della libertà nel piano, ma purtroppo dura un lampo.

Il padre, nel frattempo, comincia a privarlo del totale utilizzo dello strumento e il suo mondo armonico viene chiuso a chiave, ma Allevi non si scoraggia e trova uno spiraglio di luce.

“Sono convinto del potere liberatorio della musica, della sua capacità di far rivivere parti nascoste di noi, di risvegliare emozioni. La fragilità è il nocciolo profondo dell’essere umano ed è un’assurdità far finta che non sia così”.

E da qui, parte la sua ribellione. Cosa accade nella testa di Allevi?

Definito il “talento pop” della musica classica, Allevi inizia ad essere ricordato da tutti, oltre per i brani e per l’innegabile talento al pianoforte, anche per la sua capigliatura insolita.

Una folta chioma che ricorda più una rockstar degli anni ’80, piuttosto che un compositore. Una pettinatura ribelle per l’enfant terrible, che ha lasciato annichilito il mondo accademico con la sua straordinaria versatilità e carisma.

Una rivoluzione che parte dagli spartiti, in cui prevalgono una nuova intensità ritmica e melodica carica di suoni contemporanei, per arrivare ad un’immagine lontana anni luce da quella dei colleghi più famosi.

Un pianista che dalla sua folta chioma può tirar fuori un mondo fantasioso, che ci porta verso spazi indefiniti, con ritmi diversi.

Allevi, un mondo fiabesco, fatto di fiori e fantasia

Chiudete gli occhi, immaginate di essere all’interno di una fiaba. Intorno a voi ci sono dei fiori, che iniziano ad animarsi per magia e cominciano a prendere le sembianze degli uomini, sia pregi che difetti. Come l’istinto alla prevaricazione e all’uso della forza per soddisfare la propria brama di potere.

I fiori di Giovanni Allevi sono una metafora allegorica della varietà della vita, di quella ricchezza che troppo spesso viene sprecata in nome della paura del diverso.
Troppe volte si guarda alle diverse tonalità delle anime altrui con sospetto ed è questo che divide invece che unire.

La musica di Flowers, con il suo incedere altalenante in sette ottavi, travolge i fiori in una gioiosa danza finale, dove a vincere non è l’arroganza ma lo stupore incantato nei confronti dell’altro, abbracciato ed amato anche perché diverso da noi.

Allevi, ci trasporta così: in un equilibrio, stabile e decadente della vita, ma che attraverso la musica riusciamo ancora a respirare. Riusciamo a sognare, per tutta la vita.

 

 

 

 

 


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