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Giornata Mondiale del Teatro: il messaggio di quest’anno

Scritto da il 27 Marzo 2019

Il teatro è una delle forme d’arte più antiche dell’umanità: un tempo vissuto come momento catartico nel quale fondere le proprie emozioni con quelle degli attori in scena, che solitamente vestivano i panni di eroi inviati dal Destino attraverso mille peripezie, oggi è uno tra i settori dello spettacolo più variegati e ricchi di sfaccettature, che spaziano dalla tragedia agli spettacoli comici.

Immediato precursore dell’intrattenimento sul piccolo e grande schermo, il teatro è il padre di una delle principali fonti di svago del contemporaneo, e nonostante abbia galantemente lasciato le luci della ribalta alla televisione, continua ad evolversi e a trovare spettatori, attori e tecnici uniti da un’unica passione, quella dell’arte del saper trasmettere con le parole, con l’espressività, con i gesti una grande emozione.

Non serve dilungarsi oltre per giustificare la ragione per cui ancora oggi, 58a Giornata Mondiale del Teatro, la festività continui ad essere così sentita e partecipata.
L’evento cardine della celebrazione si è tenuto a Pesaro, dove si è svolta la famosa Cerimonia d’inaugurazione di quest’anno.

Come da tradizione, a dare il via alla manifestazione è stato invitato un grande del mondo del teatro, il quale ha tenuto il suo personalissimo discorso per trasmettere in maniera ben più profonda che attraverso vuote frasi di circostanza il Messaggio dell’anno corrente. Il fortunato della Giornata Mondiale del Teatro 2019 è stato Carlos Celdràn, che con le sue parole ha voluto portare negli animi degli astanti tutto il valore unificante che il teatro possiede:

Il teatro, così come l’ho recepito, si diffonde attraverso una geografia invisibile che fonde le vite di chi lo compie e il mestiere teatrale in un unico gesto unificante. Tutti i maestri del teatro scompaiono con i loro momenti di irripetibile lucidità e bellezza (…) La mia vita è fatta di questi momenti unici, in cui smetto di essere me stesso, di soffrire per me stesso, e rinasco e capisco il significato della professione teatrale: vivere istanti di pura, effimera verità, dove sappiamo che ciò che diciamo e facciamo, lì sotto le luci del palcoscenico, è vero e riflette la parte più profonda, più personale di noi stessi. Il mio paese teatrale, mio e dei miei attori, è un paese intessuto di questi momenti, in cui mettiamo da parte le maschere, la retorica, la paura di essere ciò che siamo, e uniamo le nostre mani nel buio.

Carlos Celdràn

Il discorso, pronunciato da Carlos Celdràn e diffuso dall’International Theatre Institute, ha trovato massimo compimento nel carcere della bella cittadina marchigiana, dove i detenuti hanno partecipato attivamente a questa visione del teatro come strumento di reinserimento nella società, offrendo un significativo momento di riflessione a tutti i presenti.

Avete partecipato a qualche iniziativa legata al teatro in occasione di questa Giornata?


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