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Ginger Baker, solo un geniale time-keeper

Scritto da il 7 Ottobre 2019

Ginger Baker, il formidabile batterista dei Cream, è morto ieri a 80 anni. Il suo stile rivoluzionario tra Jazz e il rock l’ha consacrato alla storia della musica, per aver codificato lo stile che la batteria avrebbe avuto nel rock.

Soprannominato Ginger per i suoi capelli rossi, il suo nome in realtà era Peter Edward Baker.

Suonare la batteria non è sempre stata la sua passione, infatti la sua ambizione era gareggiare nel Tour de France, ma a 16 anni la passione per la musica si sveglia in lui.

Sarebbe stato l’inizio di una lunga e gloriosa carriera come co-fondatore dei Cream, poi membro dei Blind Faith, Hawkwind e Fela Kuti.

Riscuote un iniziale successo con Graham Bond Organisation al fianco del bassista Jack Bruce, ma è con l’arrivo di Eric Claptone e la fondazione dei Cream che la fama si internazionalizza.

Con più di 35 milioni di album venduti, I Cream sono uno dei gruppi che hanno fatto la storia del rock con uno stile che fonde blues e sonorità psichedeliche.

Tuttavia le accese discussioni con Bruce portano alla rottura della band dopo 2 anni e 4 album, che culmina in un concerto alla Royal Albert Hall nel 1968.

La loro influenza sarà poi ravvisabile nei Deep Purple, Black Sabbath e Led Zeppelin.

Con Clapton e Steve Winwood forma i Blind Faith, a cui segue l’ambizioso progetto degli Air Force, gruppo di dieci componenti che combinano il jazz e Afro-fusion.

Sebbene la musica sia d’alto livello, non avranno mai un forte consenso da parte del pubblico, e dopo un album e un live alla Royal Albert Hall, il gruppo di separa.

La morte dell’amico Jimi Hendrix lo spinge a lasciare Londra per la Nigeria, dove registra con Fela Kuti e Paul McCartney e realizza il suo studio di registrazione.

Lontano dalla musica diventa un appassionato di polo e, nonostante gli infortuni, continua a collezionare pony.

Negli anni ’80 diventa membro degli Hawkwind, con i quali registra l’album Levitation. Poi continua a formare e ad abbandonare band che combinano le due influenze africane e occidentali, come gli African Force e i Middle Passage.

Nel ‘93 i Cream entrano nella Rock and Roll Hall of fame, accompagnata dal ritorno provvisorio della band nel 2005 per una serie di concerti a Londra e a New York.

Nel 2012 esce un documentario su di lui, Beware of Mr Baker.

Poi i gravi problemi al cuore che l’hanno costretto ad annullare i suoi tour, la notizia del ricovero per condizioni critiche nel settembre scorso e la morte.

La fama come uno dei migliori batteristi della storia non l’ha mai scalfito. Lo ricordiamo con una sua citazione: “Drummers are really nothing more than time-keepers”.


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