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George Benson e il riflesso di Nat King Cole

Scritto da il 22 Marzo 2021

Soundtrack da ascoltare durante la lettura: “Mona Lisa” – George Benson

Voicebookradio.com celebra oggi, nel giorno della sua nascita, un personaggio che ha dato un grande apporto all’estetica della black music moderna, colui che vanta uno stile che nessun altro al mondo può uguagliare.

Ladies and Gentleman, ecco a voi: George Benson.

Benson e il jazz nelle sue mani d’oro

“Se nel jazz esiste qualcuno che ha fatto quello che hanno fatto i Beatles nel pop, questo è George Benson”

Lo ha definito così il grande storico del Jazz, Ken Burns. Il potere di Benson, è davvero inimitabile, un performer ineguagliabile. Oltre ad essere considerato un grande chitarrista jazz, è un cantante che ha doti incredibili, tanto da raggiungere le 3/ottave.

Il jazz nelle sue mani diventa oro e tutto ha avuto inizio all’età di quattro anni, quando il patrigno lo ha incoraggiato ad imbracciare l’ukulele. George Benson inizia ad esibirsi nelle sue strade, a Pittsburgh.

“Così accadde che un giorno lui mi regalò un ukulele che aveva riparato e ridipinto dopo averlo trovato per caso rotto e malconcio tra la spazzatura.”

George Benson, durante un’intervista

Imparando a suonare prima l’ukulele, per poi giungere alla chitarra. Il mago del jazz, da bambino trova la sua fortuna, grazie alla madre che lo fa partecipare a dei concorsi canori.

“A una di queste appartiene e risale il nastro che lei aveva conservato. In quel caso il premio era di poter registrare gratis un brano in uno studio vero. Così quando vinsi la gara mi portarono allo studio, tirai fuori l’ukulele e scelsi di cantare “Mona Lisa”, la mia canzone preferita di Nat King Cole.”

George Benson, durante un’intervista

Due differenti tonalità, due timbri totalmente diversi. Nate ‘KingCole classificato come baritono, mentre Benson un tenore. Eppure, se annulliamo l’abbinamento delle voci e la maestria nell’uso degli strumenti, c’è una somiglianza davvero impressionante.

Benson è davvero il riflesso di Cole, oppure è pura credenza illusoria?

“Nat King Cole mi ha sempre incuriosito, perché era uno degli artisti più lineari, più intelligenti e più sofisticati della sua epoca, sia come cantante sia come musicista. Era fantastico: uno dei più bravi di tutti i tempi.”

George Benson, durante un’intervista

A tal punto che vuole emularlo in tutte le sue sfaccettature, perché si rende conto di quanto sia un’artista ineguagliabile, diverso da tutto il resto.

L’obiettivo iniziale è trasmettere l’eleganza che esisteva a quei tempi, ossia mettere in risalto quello che Cole esprimeva nella sua musica.

 “Volevo che il pubblico potesse sentire nuovamente tutto ciò e volevo anche dare a Nat King Cole il suo giusto posto nella storia della musica e tenerlo sempre bene a mente.”

E così è stato. George Benson ha dato a Cole il giusto posto nella storia della musica, senza essere il suo specchio. Un cantante speciale, con un ottimo fraseggio e uno charme indimenticabile.

Adesso non rimane che sederci ed assorbire la gloriosa voce di Benson in Mona Lisa, un bambino prodigio e un jazzista dalle mani d’oro che ha reso la musica un posto dove poter sognare ad occhi aperti.


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