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Franco Basaglia: 3 canzoni e il cambiamento

Scritto da il 11 Marzo 2021

Soundtrack da ascoltare durante la lettura: “Gnossienne n.3” – Erik Satie

Grazie. Sarebbe necessario dirgli solo questo. A volte nascono delle persone ordinarie che, con la loro dedizione, compiono azioni straordinarie: Franco Basaglia è una di queste.

Psichiatra, neurologo, docente, fu promotore dell’omonima legge del 1978 che prevedeva la chiusura dei manicomi e la sostituzione di questi con nuove strutture di riabilitazione sociale, basate su cure psicoterapeutiche per persone afflitte da problemi psichici.

Ehi calmi! Non avete sbagliato sito!

Siamo sempre su voicebookradio.com e vogliamo ancora parlarvi di musica ma, a 97 anni esatti dalla sua morte, non possiamo non parlare della rivoluzione che quest’uomo ha portato con i suoi studi.

Un cambiamento che noi vorremmo spiegare a nostro modo, utilizzando tre “Grazie” provenienti da 3 “matti” che non ce l’hanno fatta ma che vogliono rendere omaggio alla persona, venuta troppo tardi a salvarli, che è riuscita a guarire molti altri nella loro stessa situazione.

Franco Basaglia
Franco Basaglia

Grazie da Maria Paola

Maria Paola di Gianna Nannini parla di esclusione. L’obiettivo primario di Franco Basaglia fu proprio quello di liberare i suoi pazienti dal ruolo di reietti della società. Non si parla solo di reintegro nella società, ma anche di cercare di convincere le persone che questi malati erano, e sono, prima di tutto uomini. Il brano è struggente, lontano dal modo in cui siamo abituati ad ascoltare la Nannini. Siamo agli esordi della sua carriera, e nell’interpretazioni della cantante si sente la rabbia di chi crede veramente in quello che dice. La musica è volutamente minimal per lasciare spazio all’intensità emotiva della parola.

Qui non c’è rock, la rivoluzione è altrove, solo un pianoforte ad accompagnare un canto rauco denso di sofferenze. Una Via Crucis senza rime: gli acuti rappresentano bene le urla di Maria Paola che, entrata nel manicomio, perde anche la sua pazzia per lasciare posto alle scariche dell’Elettroshock. Il canto della Nannini sottolinea la necessità di utilizzare l’empatia con chi convive costantemente con l’irrazionalità.

Grazie da Antonio

L’operato di Franco Basaglia rappresenta la lotta contro la società che ha sempre considerato i malati di mente come privi di sentimenti “normali”. L’Antonio di Simone Cristicchi, protagonista della canzone Ti regalerò una rosa, si batte per far prevalere le sue emozioni dopo anni in cui gli altri hanno cercato di reprimerle. Il violino accompagna l’ultima dichiarazione d’amore alla sua Margherita: un amore tra due internati, nato dentro un luogo di reclusione.

Vi invito a leggere il brano come il continuo tentativo di mettersi alla prova per sorprendere la sua amata e la sua pazzia cercando in sé stesso un ultimo atto di normalità. Cristicchi realizza un brano teatrale: interpreta lui stesso Antonio. La sua abilità è stata senza dubbio quella di far combaciare le forti parole di protesta con una musica dolce e malinconica che non cerca l’effetto sorpresa ma l’universalità del sentimento.

Grazie da Cinzia

L’atto finale è Elettrochoc! Questo è il titolo della canzone dei Matia Bazar che, influenzati dalla musica elettronica europea, realizzarono un pezzo techno-pop dai toni surrealisti. L’utilizzo intelligente delle distorsioni e la voce operistica della Ruggiero hanno il doppio effetto di ricreare musicalmente le scariche elettriche che colpivano i pazienti dei manicomi e di suggestionare l’ascoltatore.

Tra i brani scelti, questo, è sicuramente quello più ricercato dal punto di vista musicale: la tastiera di Mauro Sabbione è lontanissima dalla classicità della musica leggera: il ritornello è innovativo ancora oggi per l’uso dinamico dello strumento. Il risultato è la realizzazione di uno dei migliori brani sperimentali degli anni ’80 ma soprattutto sottolineare la follia di una pratica come quella dell’elettroshock. La legge Basaglia portò al lento decadimento di questa usanza che venne sostituita dal dialogo tra dottore e paziente.

Chi è Cinzia? Cinzia è solo una delle vittime citate dal pezzo dei Matia Bazar. Un elenco grottesco di persone senza colpe ritenute folli solo perché erano diverse dalla maggior parte della gente che li circondava.

Il GRAZIE a Franco Basaglia dovrebbe provenire da ognuno di noi perché fu il promotore dell’accettazione contro l’esclusione. Un grazie che riguarda tutti, nel momento in cui accettiamo l’altro per le sue differenze.


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