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Fase 2, Conte: “non è liberi tutti”

Scritto da il 3 Maggio 2020

Durante la lettura si consiglia l’ascolto del brano “Sunrise – Coldplay”.

“Domani comincerà la Fase Due dell’emergenza, quella della convivenza con il virus. Sarà una nuova pagina che dovremo scrivere tutti insieme, con fiducia e responsabilità”.

Lo ha oggi annunciato il premier Giuseppe Conte su Facebook.

Da domani si cambia regime. Passata la prima fase di lockdown per l’emergenza coronavirus, il 26 aprile è stato annunciato il nuovo dpcm che regolamenterà la famosa “fase 2”. Dal 4 maggio ci sarà infatti una prima riapertura di alcune attività e un conseguente allentamento delle misure restrittive. Inoltre, dopo la confusione degli ultimi giorni, sono state finalmente pubblicate sul sito del governo le Frequently asked questions, in modo da dare un’interpretazione più chiara sui comportamenti da tenere in questa nuova fase.

Tra le principali novità ci sono la possibilità di far visita ai propri congiunti all’interno della stessa Regione. In seguito all’annuncio del premier Conte, su questo punto si sono scatenati mille dubbi e perplessità. Dunque chi si intende per “congiunti”? L’interpretazione del termine è stata estesa a parenti fino al sesto grado e gli affini fino al quarto grado, coniugi, partner e persone a cui si è legati da uno stabile legame affettivo, esclusi però gli amici.

Concessa anche la riapertura di parchi e giardini pubblici, sempre nel rispetto delle prescrizioni sanitarie ed evitando gli assembramenti, tanto che è stato introdotto l’obbligo di indossare mascherine in luoghi chiusi aperti al pubblico, a cominciare proprio dai mezzi di trasporto e gli esercizi commerciali che saranno nuovamente accessibili.

Nei giorni precedenti il sistemi dei trasporti pubblici si è attrezzato in modo da affrontare la riapertura e permettere ai cittadini di spostarsi in prudenza su bus e metropolitane: fondamentali il mantenimento della distanza necessaria e la conseguente diminuzione di persone presenti in uno stesso vagone o autobus. Ripartono diverse attività produttive e industriali, a patto che rispettino le regole vigenti in materia di sicurezza sul lavoro: in primis quelle per il settore manifatturiero ed edile, insieme alle attività all’ingrosso correllate.

In più sarà permessa la ristorazione da asporto per bar, ristoranti e simili, che va ad aggiungersi all’attività di consegna a domicilio già ammessa e attiva da diverse settimane, seppur non in tutte le regioni.

A tal proposito si è espresso il primo ministro, sottolineando che in questo modo “saranno ben più numerose le occasioni di un possibile contagio, che potremo scongiurare solo grazie a un senso di responsabilità ancora maggiore”. Perciò, appellandosi a tutti gli italiani, ha annunciato: “Come mai prima il futuro del Paese sarà nelle nostre mani. Serviranno ancora di più collaborazione, senso civico e rispetto delle regole da parte di tutti”.

Si potrà quindi tornare a effettuare attività motoria e sportiva anche distanti da casa, purchè individualmente.
Sarà possibile anche svolgere celebrazioni funebri, con un numero di partecipanti massimo fissato in 15 persone, indossando le mascherine protettive e possibilmente all’aperto.

Fino al 18 maggio resta vietato lo spostamento fra Regioni diverse a meno che non esistano comprovate esigenze lavorative, assoluta urgenza o motivi di salute. Non sarà inoltre consentito, a parte per valide necessità, lasciare la propria abitazione per recarsi nelle seconde case, né all’interno della stessa Regione né in una Regione diversa.

Infine rimane naturalmente l’obbligo di rimanere a casa per tutti coloro che presentano sintomi legati a sindromi respiratorie e una temperatura corporea superiore ai 37,5 gradi.

“Più saremo scrupolosi nell’osservare le indicazioni di sicurezza e prima potremo riconquistare altri spazi di libertà. Non sperperiamo quello che abbiamo faticosamente guadagnato in cinquanta giorni”, ha concluso Giuseppe Conte. Il presidente del Consiglio si è detto fiducioso nei confronti dei 60 milioni di italiani finora costretti in casa, tuttavia ha tenuto a precisare che questa nuova fase non può essere intesa come un “liberi tutti”, bensì un “periodo di convivenza con il virus”. Perciò, proprio in questo momento più che mai, sarà fondamentale rispettare le indicazioni in modo da scongiurare un pericoloso rialzo della curva dei contagi.


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