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Faccine e didattica

Scritto da il 17 Febbraio 2020

Viene lanciato un modo a dir poco non convenzionale per giudicare gli alunni

Durante la lettura si consiglia l’ascolto del brano: “Jamiroquai – Virtual Insanity ”

Schede piene di emoticon. In questo consiste il nuovo progetto della scuola modenese, teso in diverse direzioni: tra le molte intanto il tentativo di sostituire le più gelide valutazioni numeriche su base decimale, la volontà di stare al passo coi tempi, infine la responsabilizzazione legata all’autovalutazione fatta dal ragazzo.

Con questa nuova iniziativa, La Scuola Primaria “Gianni Rodari” appartenente all’istituto Comprensivo Modena 3 ha suscitato non poco rilievo mediatico, forse anche per la singolarità del metro usato: le emoticon infatti, nate nel contesto comunicativo delle chat online e nipoti del più antico Smile del 1963, sono un esempio massimo di cultura popolare odierna, tanto da essere state oggetto nel tempo di numerosi tributi: tra i tanti spicca quello cinematografico ( “Emoji”, film d’animazione interamente popolato da emoticon-personaggi).

La valutazione consiste nella doppia compilazione di una scheda contenente per ogni campo di verifica tre faccine (attraversando una faccina sorpresa si passa poi seguita a una neutra per poi avere una più felice): prima l’alunno effettua un giudizio sui suoi risultati, seguito poi da quello del maestro e che si conclude poi con la comparazione delle due.

In sostanza, per quanto possa essere simpatica, la notizia non manca di far riflettere sul come le generazioni stiano cambiando e con esse il loro modo di comunicare, fatto che porta immancabilmente alla conclusione che prima o poi le scuole dovranno radicalmente cambiare per i futuri alunni.


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