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Facciamo un po’di chiarezza: i vaccini

Scritto da il 5 Ottobre 2018

Non siete un po’ stanchi di sentire in ogni angolo del mondo telematico (e non) la parola vaccino, così odiata, discussa, polemizzata, aggredita da un lato e strenuamente difesa dall’altro?
Se è vero che la miglior difesa è l’attacco, allora è altrettanto vero che, per riuscire a destreggiarsi nella bufera che da mesi ormai infuria nel web e oltre, è assolutamente necessario rimboccarsi le maniche e fare alcune ricerche in merito a questo sconosciuto dal nome alquanto esotico, così da avere in mano tutti gli strumenti necessari per farsi una personale idea sul delicato argomento.
Pur senza avere la pretesa di fornire una spiegazione degna del più illustre medico specializzato in materia, l’articolo che vi accingete a leggere ha lo scopo di descrivere nella maniera più semplice e chiara possibile che cosa sia questo famigerato vaccino.

Come enuncia un documento molto esaustivo di DOMANDE E RISPOSTE:  “Un vaccino è un prodotto la cui somministrazione è in grado di indurre una risposta immunitaria specifica contro un determinato microrganismo (virus, batterio o parassita). I vaccini, originariamente concepiti per la prevenzione dalle malattie infettive, possono essere costituiti da microrganismi vivi attenuati (in grado cioè di indurre la risposta immune ma non la patologia), da microrganismi inattivati (uccisi) o da componenti (frammenti) di questi agenti. (…) La vaccinazione di un certo numero di individui, avrà effetti positivi anche in tutta la popolazione a causa della riduzione della circolazione dell’agente responsabile della malattia. “
Ora, traduciamo alcune terminologie un po’ più tecniche: per risposta immunitaria (umorale o cellulo-mediata), si intende quella serie di meccanismi che il sistema immunitario, “il corpo di polizia” del nostro organismo, per intenderci, è in grado di produrre nel momento in cui viene attaccato da agenti patogeni esterni (il vaccino) una serie di anticorpi. È proprio in questo passaggio-chiave che risiede il salto avanti nella salute umana, in quanto l’organismo, una volta prodotti per la prima volta gli anticorpi in grado di distruggere con successo il virus, batterio o parassita in questione, saranno per sempre “a disposizione” dell’individuo vaccinato, un po’ come se quest’ultimo conservasse in archivio diverse contromisure in attesa di venire ingaggiate in una eventuale prossima battaglia contro la data malattia.
È bene aggiungere, infine, che gli organismi patogeni indeboliti introdotti in un organismo, pur essendo estremamente meno pericolosi o dannosi del normale, non sempre sono esenti dal provocare qualche effetto collaterale a distanza di poche ore dalla somministrazione nel paziente, ad esempio attraverso l’innalzamento della febbre e la presenza di dolore o gonfiore nella zona trattata. Tuttavia, si tratta di casistiche molto rare (vi sono vaccini in cui statisticamente tali effetti collaterali si manifestano una dose ogni milione!) e con largo margine di sicurezza e tollerabilità per l’individuo colpito.

Questo, semplificato fino al midollo, è un vaccino.
Adesso che avete acquisito i rudimenti di base della materia, non vi resta altro che continuare a curiosare da fonti attendibili, consultare tutti gli approfondimenti che riterrete necessari, e stabilire se in cuor vostro sentite di parteggiare o meno per il medico e ricercatore inglese Edward Jenner, che in quel lontano 1796 innestò nel braccio di un bambino di 8 anni, morso da un cane malato, del materiale purulento prelevato da un’allevatrice lievemente malata di Vaiuolo Vaccino, salvandogli così la vita al e segnando uno storico momento nell’evoluzione della medicina.


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