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Fabrizio Moro. Da zero all’Olimpico

Scritto da il 9 Aprile 2021

Soundtrack da ascoltare durante la lettura: “Non importa” – Fabrizio Moro

Quante volte vi capita di pensare a quanto sia importante la musica? Se pensate che sia fondamentale, avete dannatamente ragione. Prendete la vita di Fabrizio Moro. Lui deve tutto alla musica, la sua passione l’ha fatto crescere; come cantautore, ma soprattutto come uomo.

Fabrizio, nato oggi esattamente 46 anni fa, inizia a suonare la chitarra a 15 anni. La passione per la musica è sempre stata quell’ancora di salvezza che gli ha permesso di superare la dipendenza da alcol e droghe. Respiro, scritta nel 2011, racconta la sua vita dopo aver superato questi vizi. Dopo un decennio di difficoltà, a 27 anni è tornato a respirare.

Cos’è Respiro?

Fabrizio Moro

Una canzone che parla di una rinascita, capire finalmente quanto sia bello essere libero. Essere libero da una dipendenza, per tornare a guardare gli alberi oppure, semplicemente tuo figlio. Vederlo giocare e pensare: “Ho sbagliato, è vero! Ho capito i miei errori, non li rifarò più!”

Quello che è importante sottolineare è che la canzone non si riferisce solo alla storia personale del cantante, ma parla a tutti.

Ognuno di noi può sbagliare, l’importante è riconoscere l’errore e fare di tutto per non ricadere in tentazione. Per questo la canzone è stata scelta come sigla iniziale del programma televisivo Sbarre. La trasmissione parlava proprio delle storie dei detenuti, ormai pentiti, del carcere romano di Rebibbia. Chi conduceva quel programma? Proprio Fabrizio Moro

Controllo degli istinti

La musica è servita a Fabrizio Moro come strumento per maturare caratterialmente. Lui stesso si è sempre definito come troppo istintivo e sincero. Fino a qualche anno fa, poco importava se si trovasse come ospite ad un comizio, a Sanremo o sul palco dell’Eurovision; lui portava sul palco la sua “rabbia da marciapiede”. Pensate che nel 2009 la canzone Barabba è stata rifiutata da tutte le maggiori Radio a causa del suo testo fortemente politico.

“Il problema è che, quando sei arrabbiato, ti capiscono solo quelli arrabbiati come te”

Per il cantautore la svolta è stata quella di ascoltare di più ciò che lui amava. Lui stesso ha rivelato di essersi disinnamorato della politica, di credere a cosa più tangibili come la musica o l’amore per le persone che hanno creduto in lui. Non un atto di codardia – nei suoi testi, infatti, i riferimenti alla vita reale non mancano mai- ma una nuova consapevolezza su una società difficile da cambiare. Il ruolo del cantautore che ritorna ad essere quello di dare un messaggio, poi sta a noi decidere se ascoltarlo o no.

Qualcuno che ti ascolta

Il cambiamento di Fabrizio Moro è dettato dalla voglia di essere ascoltato.

“Nessuno mi dava retta”

Fabrizio Moro a Verona nel 2018

Nonostante la vittoria di Sanremo Giovani, nel 2007 con Pensa, solo nel 2011 Fabrizio realizzerà il suo primo concerto a pagamento. Per lui l’importante è prima di tutto creare una comunità. Una comunità che lo potesse comprendere. Riempire piazze è stato il suo pane quotidiano. Che fossero sagre di paese o festival musicali per lui poco importa, l’importante è stare in contatto con la gente.

Il 16 Giugno 2018, Fabrizio Moro si è esibito all’Olimpico di Roma, 20mila spettatori in visibilio per lui. 2 ore e mezza di concerto in cui il cantautore ha raccontato tutta la sua vita. Un’enorme soddisfazione.

Sì Fabrizio, qualcuno che ti ascolta ci sarà sempre!

 

 

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