fbpx
play_arrow

keyboard_arrow_right

skip_previous play_arrow skip_next
00:00 00:00
playlist_play chevron_left
volume_up
chevron_left
  • play_arrow

    Young Premi PLAY per ascoltare

  • play_arrow

    Deep

  • play_arrow

    Relax

  • play_arrow

    Passion

YCB

Fabrizio de Andrè, un poster da parete

today20 Novembre 2022

Background
share close

Soundtrack da ascoltare durante la lettura: “Nuvole Barocche” – Fabrizio De Andrè

Scrivere questo articolo è stato difficile.

Non solo perché Fabrizio De Andrè è uno degli artisti più controversi e influenti della storia del cantautorato italiano; ma perché banalmente, lo amo troppo.

Si, lo so, suona molto da fangirl fomentata e, no, non ho nessun suo poster autografato appeso alle mura di camera – anche perché è morto prima che nascessi, nel ‘99 -.

Mi si spezza il cuore quando mi rendo conto che la maggior parte dei miei amici lo conosce solo per La Guerra Di Piero – pezzo fantastico non c’è dubbio -.

Dunque, l’intento di quest’articolo, non è solo trovarmi un compagno con cui andare alle Cantate Anarchiche al Pincio, ma anche contribuire a far sopravvivere la poesia di questo autore, portandola oltre la generazione dei miei genitori.

Vediamo se riuscirò a farti cantare “La Ballata Di Michè” entro la fine della lettura.

Biografia di un Impiegato

La vita di “Bicio – questo era il suo soprannome – è stata tortuosa e complicata.

Da piccolo, durante il periodo buio della guerra, si trasferì da Genova nei pressi di Revignano d’Asti, dove imparò ad apprezzare la vita contadina, la semplicità e la bellezza della campagna, manifestando i primi interessi per la musica.

La leggenda narra che la madre, un giorno, lo trovò in piedi sulla sedia, con la radio accesa, a dirigere un brano sinfonico. Si trattava di Valzer campestre, dal quale, qualche anno dopo, trasse spunto per la canzone Valzer per un amore.

Libri, chitarra e faccia arrabbiata: riassunto perfetto di Fabrizio De Andrè
Libri, chitarra e faccia arrabbiata: riassunto perfetto di De Andrè

Con lo studio ebbe qualche attrito: venne espulso e costretto a cambiare numerose scuole per via del suo temperamento… irrequieto

Eppure, una laurea in giurisprudenza, riuscì a meritarsela.

Si fece strada nel mondo della musica, incidendo album e stringendo amicizie con alcuni dei più importanti musicisti e cantanti del periodo: Gino Paoli, Lucio Dalla, Francesco Guccini e Paolo Villaggio.

Una gang formidabile.

Nel 1977, lui e la seconda moglie Dori Ghezzi, vennero rapiti dall’anonima sarda, rimanendo in sequestro per quattro mesi – 

L’11 Gennaio 1999 Fabrizio De André morì a Milano, stroncato da un male incurabile; lasciando dietro di sé un vuoto nel panorama musicale – e sulla mia parete -.

Tra Poesia …

Nella sua poesia c’è tutto.

La solitudine, in Iverno, la resistenza delle minoranze, come in Quello che non ho, una riflessione sulle discriminazioni legata all’omosessualità, nel pezzo Andrea, e il terrore della guerra, come in Girotondo.

La sua flessibilità e tanta voglia di polemizzare, – lo rendono un cantautore estremamente versatile.

Fabrizio De Andrè e voicebookradio.com
Sigaretta numero 29.384 della giornata

Si è addirittura meritato una sezione di alcune antologie di letteratura italiana: un vero poeta, che si inserisce in una tradizione letteraria ben precisa, facendo riferimento a libri e opere straniere.

Pensiamo, ad esempio, al pezzo La Città Vecchia, con chiaro collegamento alla poesia di Umberto Saba, dal quale prende in prestito la semplicità e il linguaggio quotidiano.

Tutto l’album Non al denaro non all’amore né al cielo, è tratto da L’Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters, che racconta della vita e della morte degli abitanti di Spoon River con toni “satanici” – termine usato da Fernanda Pivano, che ha curato la versione tradotta in italiano -.

… e Realtà

La su arte e la sua creatività vanno oltre ciò che pensiamo: le sue parole non sono campate per aria – della serie “parla come magni” –, ma sono il riflesso di una realtà che tutti conosciamo.

La canzone che, secondo me, dimostra precisamente questo suo lato umano, è Amore che vieni amore che vai, dove – oltre che gettarci addosso una bomba di pessimismo e desolazione –, ci mette di fronte a una situazione che tutti, chi più, chi meno, abbiamo sperimentato.

L’Amore.

Fabrizio De Andre in concerto
Fabrizio De Andre in concerto

Ma, non nel senso reale, né tanto meno fittizio: è il sentimento in generale, nella sua forma più pura e vasta.

Amore futuro, passato, simile e diverso, ma sempre accomunato da una costante: va e viene. Il tutto, per sottolineare la precarietà di un sentimento che troppo spesso idealizziamo, sradicando finalmente l’idea di Anima Gemella ecco che metà dei film teen-romance nel ‘00 vanno a quel paese -.

Il viso, il corpo, le parole, i gesti e i comportamenti di quella persona sfumeranno nel vento e potrebbero tornare all’improvviso, dopo tempo.

“Io t’ho amato sempre, non t’ho amata mai…amore che vieni, amore che vai…”
– Fabrizio De Andrè

Un cantautore che racconta la storia di tutti e di nessuno; che ci porta in giro per il mondo, nei luoghi ormai dimenticati e corrosi dalla guerra; che ci fa viaggiare nel tempo e con i pensieri.

Credo che noi giovani abbiamo bisogno di ricevere da ciò che guardiamo emozioni indiscutibilmente … piene di vita.

Scritto da: Laura 5D

Written by: Aurora Vendittelli

Previous post

Post comments (0)

Leave a reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

0%