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Electric Ladyland

Scritto da il 25 Ottobre 2019

Il 25 ottobre 1968 viene pubblicato nel Regno Unito Electric Ladyland dei Jimi Hendrix Experience.

Reputato uno dei lavori migliori di Hendrix, è il frutto di uno spasmodico lavoro ai limiti dell’ossessione e dell’acribia (Gypsy Eyes fu registrata in più di 50 versioni), motivo di litigi con il produttore Chas Chandler che abbandona Hendrix proprio nel ’68.

La produzione del disco, oltre alla formidabile band, composta da Noel Redding (bassista) e Mitch Mitchell (batterista), annovera la collaborazione di ospiti straordinari tra cui Steve Winwood all’organo hammond, Jack Cassady dei The Jefferson Airplane e Al Kooper.

La composizione inizia agli all’Olympic Studios di Londra, in seguito agli Electric Studios di New York, proseguendo poi ad aprile 1968 agli studi Plant e Mayfair, per la durata complessiva di due anni.

Dalla gestazione così lunga viene partorito il doppio album: negli Stati Uniti conquista il primo posto, mentre nel Regno Unito arriva al sesto posto seguito da non poche polemiche a causa della copertina, poi censurata.

L’idea originale di Hendrix era quella di proporre in copertina una foto realizzata da Linda McCartney della band con dei bambini sopra alla scultura di Alice Nel Paese Delle Meraviglie a Central Park.

Le richieste di Hendrix rimangono inascoltate. Per la pubblicazione negli Stati Uniti, la copertina viene curata da Karl Ferris, sotto la supervisione della Reprise Records, mentre quella inglese, curata dalla Track Records, mostrava Hendrix circondato da donne nude.

Tuttavia nel 1968 il disco rimane in cima alla classifica Billboard 200 per due settimane. Nel 2003 la rivista statunitense Rolling Stone piazza l’album al 54º posto nella classifica dei 500 migliori album di tutti i tempi.

Nel 2018, in occasione del 50esimo anniversario dell’album, viene realizzata la versione deluxe, rimasterizzata da Bernie Grundman, con contenuti audio e video inediti e un libro a colori di 48 pagine con i testi scritti a mano dallo stesso Hendrix.

Tra i brani più celebri dell’album ricordiamo:

Crosstown Traffic

È la canzone di una storia che sta per finire. Confessare alla ragazza che non è più amata si rivela difficile come districarsi in una strada trafficata. Non a caso il famoso riff realizzato con il Kazoo simula i rumori del traffico.

Voodoo Child (Slight Return)

È l’unica canzone di Hendrix a raggiungere la posizione numero 1 ed è stata anche l’ultima ad essere suonata durante il suo ultimo concerto live. Il pezzo dura 15 minuti e Hendrix si destreggia nell’utilizzo del wah-wah. Re indiscusso dell’effetto, con questo brano, guadagna il primo posto sul Guitar World’s greatest wah solos of all time list del 2015. Notevole la partecipazione di Steve Winwood all’organo.

All Along the Watchtower

Scritta e registrata originariamente da Bob Dylan nel ’67, è con Hendrix che la canzone diventa famosa. È durante un party, in un discorso con il chitarrista dei traffic, Dave Mason, sul nuovo album di Dylan John Wesley Harding, che Hendrix decide di farne una cover.

House Burning Down

Probabilmente la canzone si riferisce ai disordini seguiti all’assassinio di Martin Luther King. È la rabbia di un popolo che dice basta, in preda alla rossa ira, tuttavia il messaggio è quello di controllare un’emozione che può essere devastante.

“Allora, qualcuno uscì dalla folla, era alto diciannove miglia. Gridò: “Siamo stanchi e disgustati, cosi dipingiamo di rosso il cielo”.Io dissi: “La verità ce l’hai sotto gli occhi – non ti bruciare.Cerca di essere saggio invece di bruciare, dammi retta”.

we made the guitar sound like it was on fire. It’s constantly changing dimensions, and up on top that lead guitar is cutting through everything.

disse Hendrix.

Burning of the Midnight Lamp

Scritta durante un volo verso New York nel 1967, esprime la confusione dell’artista di quel periodo. Memorabile l’apertura in duetto tra clavicembalo e pedale wah wah.

Hendrix disse:

That’s really a song I’m proud of. Some people say this is the worst track we have ever done. I think it is the best. Even if the technique is not great, even if the sound is not clear and even if the lyrics can’t be properly heard, this is a song that you often listen to and come back to. I don’t play neither piano nor harpsichord, but I had managed to put together all these different sounds. It was the starting point.


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