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È tutto il resto: Lotus Flower, perdersi nella musica (e nei meme)

Scritto da il 6 Aprile 2021

Soundtrack da ascoltare durante la lettura: “Lotus Flower” – Radiohead

Smorfia è il fil-rouge di oggi in radio. Meglio sorvolare sulle battute ai napoletani, anche perché sono incredibilmente facili. Oltre che al solito cassetto di luoghi comuni è meglio non rievocare alla memoria le faide familiari che la Smorfia inevitabilmente porta. I veri maestri stanno già covando la loro vendetta verso lo zio di famiglia che si crede ancora simpatico se dice ambo al primo numero estratto.

Lotus Flower

Un video musicale che riesce sempre a catturare l’attenzione nel suo essere eclettico e bizzarro è Lotus Flower dei Radiohead. Si, quelli di Creep. Si dà il caso che abbiano fatto addirittura nove album, uno sempre diverso dall’altro. Una band irrispettosa e infedele verso i fan che osa sperimentare con la musica. Come si permettono?

Lotus Flower è minimalismo allo stato puro.  Una scelta stilistica da idioti verrebbe da dire, soprattutto se si guarda ad una grande fetta del pop odierno. I videoclip musicali oggi sono un’esplosione di forme e colori che sovraccaricano i sensi. La canzone è diventata il sottofondo di una pubblicità di profumi: il comparto visivo è così accattivante che tutto il resto svilisce. Al primo ascolto può restare in testa qualche accenno di melodia e poco altro. È come trovarsi ad una festa con dei regali incartati con il motivo di Louis Vuitton per poi scoprire che sono vuoti.

I will shake myself into your pocket

Invisible

I Radiohead invece decidono di mettere Thom Yorke in primo piano che si dimena e fa smorfie. Il tutto mentre è in preda ad un raptus danzante. Sembra attraversato da una scossa elettrica costante, seppur di bassa tensione. Quanto basta per farlo sembrare un ubriaco al quale manca troppo la discoteca. Non c’è da sorprendersi nel scoprire che quando il video musicale uscì il balletto di Thom Yorke divenne un meme. Qui nella sua versione Welcome to the jungle.

Meme a parte, è impossibile staccargli gli occhi di dosso. Il beat serrato e sincopato trascina le movenze di Yorke che accolgono la musica e non la riducono a semplice sottofondo, si crea un flusso ipnotizzante. 

Al centro di Lotus Flower sembra esserci la musica nel senso più puro del termine. Un linguaggio flessibile e universale che porta ad ogni ascolto un’interpretazione diversa. Non è dato sapere quale sia quella giusta o quella sbagliata. Ognuno accoglie un brano e lo declina alle proprie esperienze, trascendendo gli intenti originali dell’autore.

Slowly we unfurl
As lotus flowers

La canzone si schiude come un fiore di loto, con il ritornello che prende più velocità ma resta sottopelle: complice il falsetto, che dona al tutto un’atmosfera rarefatta. Ci si perde nella musica che ritorna alla sua dimensione primordiale, priva dai sapori preconfezionati di brani senza contenuto ma con tante paillettes. Lotus Flower è l’occasione per astrarsi dal mondo, anche se per pochi minuti. 

Leggi anche – È tutto il resto: Oggi sono io, Mina oltre i riflettori 


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