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È morto il sassofonista Lee Konitz, mito del Jazz mondiale

Scritto da il 16 Aprile 2020

Durante la lettura si consiglia l’ascolto del brano “I Remember You – Lee Konitz”

Si è spento oggi a 92 anni Lee Konitz, il sassofonista mito del Jazz mondiale, sempre rimasto fuori dal bagliore dei riflettori.

L’improvvisazione è il suo biglietto da visita e il Cool Jazz la sua impronta stilistica. Una carriera lunga più di 70 anni, tra collaborazioni (ricordiamo quella con Michel Petrucciani in Toot Sweet, Charles Mingus, Bill Evans e ancora Ornette Coleman, Dave Brubeck, Gerry Mulligan, Max Roach e Bill Frisell) duetti e produzione da solista.

Il sassofono però non fu la sua prima scelta. Da bambino infatti impara prima a suonare la fisarmonica e poi il clarinetto. Poi si dedica al sassofono e sotto il mentore Lennie Tristano, da cui è stato molto influenzato, viene avviato al Cool Jazz. Nel ‘43 inizia la carriera professionista e comincia a suonare nelle orchestre. Quella di Claude Thornhill si rivela cruciale: qui conosce Gil Evans e Miles Davis, con cui realizza il capolavoro Birth of the Cool. Fece parte della Tuba Band, creata proprio da Davis insieme a altri jazzisti importanti Gerry Mulligan e Max Roach. Tuttavia non ha mai guadagnato molto o venduto tanti dischi. Quelle che gli importava era solo suonare.

Ricordiamo la sua assidua presenza in Italia con varie partecipazioni all’Umbria Jazz e al Barga Jazz. Ma non solo eventi, anche collaborazioni (ricordiamo Ornella Vanoni, Enrico Rava e Glauco Venier) e veri e propri album con Stefano Bollani e Riccardo Arrighini.

Per Lee la musica è sorpresa, imprevisto. E imprevista è arrivata la sua morte per Coronavirus, annunciata dal figlio. Impossibile non fare della sua vita una cosa sola con la musica, la stessa che sebbene non gli avesse portato grandi guadagni, era l’unica questione che gli importasse.


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