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Il dolce di Carnevale per eccellenza e le sue origini

Scritto da il 4 Febbraio 2017

È ormai alle porte, all’insegna di questo Febbraio 2017, la festa più colorata, allegra e divertente dell’anno: il Carnevale!
Dal 12/02/2017 fino al 28/02/2017, giorno del Martedì Grasso, le strade, le piazze, persino i centri commerciali, saranno pullulanti di persone di tutte le età vestite da pirati, principesse e supereroi, ma ci sarà senz’altro anche il più nostalgico, abbigliato in maniera più “classica”.

Non passano mai di moda infatti le antiche maschere cinquecentesche, dai tratti inconfondibili, tra cui i mitici Colombina, Pantalone, Arlecchino, Pulcinella e molti altri.
Come a ciascuna maschera è legata una determinata regione d’Italia, così anche i dolci tipici assumono varianti e nomi differenti a seconda di dove ci si trova a celebrare questa festività.
Infatti, analogamente ad ogni ricorrenza che si rispetti, il Carnevale porta con sé una tradizione dolciaria ricchissima delle più deliziose golosità.
E’ da sottolineare, con una punta di orgoglio, come la nostra nazione vanti di una grande varietà di ricette tali da esserci invidiate in tutto il mondo.

Diamo uno sguardo più da vicino a ciò che ci attende in concomitanza di questa bellissima festa e soffermiamoci sul dolce di Carnevale per eccellenza –senza nulla togliere agli altri- e anche il più ricco di curiosità, sfumature e piccole differenze. Di quale si sta parlando? Ma delle chiacchiere, naturalmente!

Per chi non lo sapesse, le chiacchiere sono dei tipici dolci italiani preparati principalmente con uova, zucchero, farina e liquore, dalla forma affusolata o anche tondeggiante, da gustare fritte o al forno.
Questo croccante, zuccheroso pezzo della tradizione culinaria italiana ha una tale fama da essere diffuso e apprezzatissimo in tutta Italia, tanto da assumere nomi diversi a seconda della regione in cui viene preparato.
Eccone menzionati solo alcuni: frappe, bugie, cenci o crogetti, melatelli, cioffe, cróstoli, gròstoi, o ancora cunchiell’ o qunchiell, garrulitas, galani, gale, gasse, guanti …
Vi serve una pausa? Coraggio, non abbiamo ancora finito con l’elenco!
Fiocchetti, gròstoi o grostoi, lattughe, maraviglias, rosoni, sfrappole, galarane, saltasù, sprelle, risòle, sossole, ghisa e ancora stracci, lasagne, pampuglie, manzole e, ultimo ma non per importanza, intrigoni.

Riguardo la singolare tradizione di questi dolci, che per comodità continueremo a chiamare “chiacchiere”, c’è da raccontare uno strano aneddoto.
Secondo una leggenda, a Napoli per un “capriccio” la regina Savoia “volle chiacchierare” in compagnia di alcuni cortigiani, ma d’un tratto le venne fame e chiamò il cuoco Raffaele Esposito per farsi fare un dolce. Il cuoco, fiero del suo esperimento, battezzò le sue creazioni proprio con il nome di “chiacchiere”.
In verità però, è più probabile che le reali origini di tale dolce abbiano addirittura radici millenarie: già nell’antica Roma vi era la tradizione delle “frictilia”, dei dolci fritti nel grasso che venivano preparati proprio durante il periodo dell’odierno Carnevale.

Adesso che sapete veramente tutto sulle chiacchiere, cosa aspettate a mettervi ai fornelli, prepararne una montagna e festeggiare al meglio?

 


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