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Cultura

Il destino del leone, di Wilbur Smith.

today23 Gennaio 2018

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Di cosa parla. “Il tuo destino è quello del leone. Perché il leone viva, qualcuno deve morire.”
Il romanzo d’avventura di oggi si apre nelle calde e sconfinate terre del Sudafrica, dove i due gemelli Sean e Garrick stanno inseguendo una grassa antilope. Sono proprio la brama, l’inesperienza e la fretta di catturare la magnifica preda all’insaputa dell’autoritario padre Waite le cause del colpo di fucile partito accidentalmente da Sean e penetrato nella gamba del gemello:  un incidente tanto grave, da provocare l’amputazione dell’arto di Garrick. Il rimorso che scaturisce nell’animo di Sean a seguito di questo evento, unito alla sua innata indole ribelle, lo portano persino a malmenare un professore che si era permesso di motteggiare insistentemente il gemello, provocando l’espulsione di entrambi dalla scuola di Ladyburg. In mancanza di un’opzione migliore, i due vengono assunti dal padre come allevatori di bestiame, ma ben presto una massacrante guerra tra proprietari terrieri e guerrieri Zulu provoca la tragica morte di Waite. Sean, anch’egli rimasto coinvolto nel sanguinoso scontro, sopravvive grazie al provvidenziale aiuto di uno Zulu di nome Mbejane, che sarà suo servo e amico per tutta la vita.
Questa traumatica esperienza, contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare, non è affatto la fine delle avventure vissute dal ragazzo, bensì la conclusione di un oscuro capitolo al quale ne seguiranno molti altri.
Il successivo stravolgimento nell’esistenza del giovane indossa calze e corpetto: si tratta di Anna Van Essen. Durante i lunghi giorni dopo la guerra in cui Sean era stato dato per disperso, la sua giovane amante Anna aveva scoperto di essere rimasta incinta, e per non dover crescere questo figlio da sola e senza un soldo, aveva deciso di unirsi in matrimonio a Garrick. All’insperato ritorno di Sean, la gioia scaturita nel rivederlo si tramuta rapidamente in un folle desiderio di vendetta, in quanto il bel giovane rifiuta le avances della donna. Così, la crudele Anna convince Garrick di essere stata violentata da Sean, il quale viene costretto ad andarsene per sempre da Teunis Kraal senza farvi mai più ritorno.
La successiva tappa –geografica ma soprattutto spirituale- che Sean e il suo immancabile servo Mbejane raggiungono, è la regione del Transvaal, la terra perfetta per chi vuole fare fortuna. Cruciale è la conoscenza di Duff Charleywood, esperto consulente minerario, e della prosperosa albergatrice Candy Rautenbach. I due uomini decidono di tentare la sorte mettendosi in società e gettandosi a capofitto nell’eccitante corsa all’oro che infuria in quelle zone, acquistando da Candy un terreno situato nel pressi della nascente Johannesburg. Grazie a tutto il duro lavoro, alla perseveranza, e a tanta caparbietà, finalmente la dea bendata premia i nostri Sean e Duff, i quali rinvengono una ricchissima vena aurea nel loro terreno. Sono giorni di lusso sfrenato, potere e fama quelli che seguono, ma non siate sorpresi nello scoprire che la vicenda non ha affatto raggiunto il suo lieto fine.
Torniamo dunque ai due soci, più precisamente al momento in cui tutto quel che hanno costruito in quegli anni cade in pezzi: a causa dei raggiri di un rivale in affari, Sean e Duff si ritrovano improvvisamente senza fissa dimora e costretti ad abbandonare la città, in attesa di scoprire cos’altro il destino ha in serbo per loro.
Su insistenza di Sean, i due amici ed un manipolo di servi avviano un nuovo commercio, consistente nella vendita del candido e prezioso avorio, frutto di rischiosissime e cruente battute di caccia contro i possenti elefanti africani che popolano la savana. Purtroppo, questa seconda collaborazione è destinata a spezzarsi molto presto, perché il caro Duff viene brutalmente azzannato da uno sciacallo idrofobo e, dopo lenti giorni in agonia, impazzisce e muore.
A seguito di questo duro colpo, Sean continua a cacciare elefanti, ed un giorno come tanti una nuova scintilla dai neri capelli riaccende nel forte animo del protagonista la speranza di trovare la felicità nell’amore: la giovane boera Katrina Leroux. Con la nascita del loro primogenito Dirck ed il raggiungimento di un soddisfacente numero di ricchezze, i due coniugi fanno ritorno a Johannesburg, dove un’ultima terribile tragedia si aggira strisciando nell’ombra. Dopo essere sopravvissuta ad una terribile forma di malaria ed aver perso durante questa lotta tra la vita e la morte il secondo bimbo che portava in grembo, l’ultimo smacco che Katrina subisce si rivela anche il più fatale: la gelosia che le suscita la bella, ricca, sensuale Candy.
La storia si conclude poco dopo il ritrovamento del corpo della moglie di Sean nella miniera che lui stesso un tempo possedeva, nel momento in cui il protagonista volta le spalle alla città con il piccolo in braccio, contemplando il tormentoso avvenire di grandezza e solitudine a cui, come il leone, è stato destinato.

Perché consigliarlo. Non lasciatevi spaventare dalla fitta quantità di fatti narrati che compongono il racconto appena illustrato, posso affermare senza alcuna esitazione che “Il destino del leone”, forse uno dei più riusciti lavori di Wilbur Smith, volerà tra le vostre mani pagina dopo pagina, ed in men che non si dica vi troverete a domandarvi come sia stato possibile arrivare alla fine del racconto in così poco tempo. Questa facilità di lettura è dovuta alla presenza all’interno del racconto di un equilibrato mix di elementi diversi: paesaggi africani descritti con un tale cuore e meticolosità da lasciare immediatamente immergere ciascun lettore nella vicenda, ma anche la coesistenza di amore, famiglia, violenza, un’inaspettata ironia che addolcisce quanto basta il duro profilo del filo narrativo, ed ultimo ma non per importanza l’aspetto metaforico che lega in ogni passo compiuto da Sean negli intensi anni della sua vita a quello del leone.

Per chi consigliarlo. Consigliato a tutti gli amanti del pericolo, della grande Africa, delle sfide e delle grandi emozioni. Che siate lettori seriali oppure no, che vantiate una media di 20 libri letti all’anno o che non abbiate mai apprezzato nulla che non fosse più impegnativo di un fumetto di animali parlanti, quest’opera vi calzerà egualmente a pennello, senza annoiare o appesantire nessuno, ma lasciandovi nel cuore il sospiro soddisfatto di chi ha appena concluso un bel libro.

Written by: Veronica Di Sero

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