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Arte

David Bowie, una mostra a Milano e un’accusa assurda!

today27 Marzo 2022

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Soundtrack da ascoltare durante la lettura: “Space Oddity” – David Bowie

Nelle immagini e nelle memorie del fotografo americano Andrew Kent si svela e si racconta un periodo ben preciso nella vita di David Bowie che, a metà degli anni Settanta, lascia l’America per tornare in Europa. E’ la mostra The Passenger, che si aprirà il prossimo 2 aprile al Teatro degli Arcimboldi di Milano.

david bowie“La foto preferita di David era quella sulla piazza Rossa con Iggy Pop, mentre il ricordo che ho più impresso sono i soldati che marciano nella stessa piazza, un momento che non scorderò mai e che è importante soprattutto in questo periodo storico”. – Andrew Kent

All’arrivo a Mosca, “non avevamo nessun aiuto e nessuno parlava inglese tranne gli assistenti di volo dell’Aeroflot, solo grazie a loro siamo arrivati al nostro albergo, il Metropol”.

Ideologie naziste dietro una foto?

david bowieIn un periodo delicato come questo lasciano un’impronta ancora più tangibile e forte questa immagine e questo ricordo. Ma gli scatti sono davvero molti e spicca senza dubbio quello dell’incidente di Victoria Station del 1976, in cui Bowie sembrò che facesse il saluto nazista. Che, naturalmente, scatenò critiche a non finire.

Questo falso storico iniziò proprio in quegli anni a causa di una dichiarazione attribuita allo stesso David Bowie in cui diceva: “La Gran Bretagna trarrebbe beneficio dall’avvento di un leader fascista”. A queste parole fece seguito lo scatto “incriminato” che per molto tempo lo “condannò” ad un timbro politico di estrema destra. Fu il New Musical Express a diffondere all’epoca, era il 1976, l’immagine. E’ facile figurarsi quanto i tabloid scandalistici specularono su questa presunta tendenza. Addirittura si vociferava che l’artista possedesse alcuni cimeli nazisti. Purtroppo per il “baraccone scandalistico” queste teorie azzardate vennero smontate in tutto e per tutto proprio dal fotografo Andrew Kent.

“David era molto felice quel giorno, non vedeva l’ora di tornare a casa e il suo gesto non era assolutamente nazista, ho viaggiato con lui a lungo e non ha mai fatto commenti di questo tipo, anzi, io sono ebreo e a maggior ragione non ho sentito nessun tipo di discriminazione, in quel gesto non c’era malizia”.

Schegge di intimità

“Tra di noi c’era un buonissimo rapporto, ci capivamo molto bene e grazie a questa forte connessione sentivo quando era il momento giusto per scattare, il mio obiettivo era riprendere il suo lato più quieto”.

david bowieSarà, quindi, un’immersione nel Bowie quotidiano, più vicino all’umanità che un “uomo delle stelle” può permettersi forse raramente. Proprio in virtù di questo l’esposizione si anima non sono solo scatti da palco, ma di immagini quasi private per 60 immagini complessive. Bowie che legge a letto, che si trucca prima di andare in scena o si prepara una sigaretta in treno. Naturalmente non è tutto qui. Troveremo anche cimeli e documenti originali provenienti dall’archivio di Kent.

Siamo pronti a volare a Milano per scoprire il Duca Bianco in veste nuova?

Written by: Valentina Proietto Scipioni

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