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Cultura B2B: Scegli un colore!

today21 Aprile 2022

Background
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Soundtrack da ascoltare durante la lettura: “La genesi del tuo colore” – Irama

Ognuno di noi ha il suo colore preferito e per ognuno c’è il proprio significato. 

Il verde simboleggia la speranza, ad esempio. 

Oppure quel colore ci piace perché ci comunica qualcosa o apprezziamo l’effetto che ci da, come il blu, che rilassa. 

Insomma, ci sono infiniti motivi per cui  potrebbe piacerci un colore piuttosto che un altro.

 Nella religione piu’ che mai ci sono delle indicazioni sui colori con cui vestirsi. 

Colori predefiniti

Anche la Chiesa cattolica, per i paramenti dei sacerdoti, usa vari colori.

Perché? A cosa servono?

Servono a scandire il tempo dell’anno Liturgico, il quale, secondo il periodo, indica una parte importante della fede cattolica.

Quelli che vengono utilizzati oggi, sono stati decisi nel 1969 da papa Paolo VI attraverso il Novus Ordo Missae, che per quanto riguarda i colori, rispecchiano molto la riforma di Pio V.

In sostanza, i colori nella liturgia sono rimasti simili in quest’ultimo millennio. 

Bisogna ricordare che alcuni colori, scelti per le celebrazioni, sono obbligatori, altri sono facoltativi, ma tutti sono legati ai periodi della liturgia divisi all’interno dell’anno liturgico. 

Il colore che conosciamo di più, perché usato più spesso, è il verde indossato nel periodo ordinario, che rappresenta quel tempo abituale e quindi familiare, con cui i fedeli si confrontano con la religione. È il colore legato alla speranza della resurrezione, ma anche alla natura, al rinnovamento: la resurrezione è il rinnovamento.

Un altro colore che ha particolare importanza è il rosso, che rappresenta il sangue versato per gli uomini, il sacrificio e il martirio. Anche simbolo di carità e infinito amore di Dio verso gli uomini, nonché simbolo del fuoco dello Spirito Santo. Le celebrazioni che richiedono questo colore sono tutte legate a questi temi, ma possono essere anche per celebrare gli apostoli e i martiri della chiesa. I primi perché sono stati investiti dallo Spirito Santo, i secondi perché hanno donato la propria vita per la religione. 

Il colore che durante le celebrazioni riscuote successo, per l’effetto che ha sui fedeli, è il bianco. Il suo è un simbolo di purezza, luce, gloria e gioia e per questo motivo viene accostato alle celebrazioni legate a Cristo, a Maria, agli angeli e ai santi non martiri. Il sacerdote usa il bianco anche quando deve amministrare i sacramenti del battesimo e del matrimonio perché c’è gioia nell’entrare a far parte della comunità cristiana, sia come nuovo membro che come nuova famiglia. 

Il nero era molto usato in passato, oggi è facoltativo. Rappresenta il lutto o il tempo di penitenza. Questo è stato sostituito dal viola. In alcune parrocchie, però, è possibile vederlo indossare nelle celebrazioni dei defunti. 

Il viola, come abbiamo accennato prima, è il colore della penitenza e della preparazione all’arrivo di Cristo. Viene utilizzato in tempo di Quaresima e dell’Avvento, oltre che per sostituire il colore nero.

Il rosaceo è una variazione del viola e fa parte di quei colori non obbligatori. Rappresenta il passaggio dalla penitenza alla gioia, infatti appare come il passaggio delle tonalità del viola al bianco e può essere usato due volte l’anno. Accade la terza domenica d’Avvento detta Gaudete perché invita alla gioia: il tempo dell’attesa e della tristezza sta finendo, arriverà il Natale e quindi la nascita di Gesù e Dio si fa uomo per venire in mezzo al suo popolo.

L’altra celebrazione è la quarta domenica di Quaresima indicata come Laetare, ovvero gioire per l’amore di Dio verso gli uomini perché, come ha spiegato il papa:

“Quando la situazione sembra disperata, Dio interviene, offrendo all’uomo la salvezza e la gioia
(Papa Francesco)

Ci sono poi quei colori facoltativi che possono essere utilizzati in qualsiasi liturgia. Il giallo/oro è il simbolo della luce divina e può sostituire qualsiasi colore, tranne il viola e il nero che restano colori di sofferenza. 

Un colore che rappresenta un privilegio liturgico è l’azzurro o blu, legato alle celebrazioni mariane. È anche uno dei colori che, per la sua particolarità e bellezza, spicca durante le celebrazioni. Il suo utilizzo è legato al Concilio di Trento quando si affermò il dogma dell’Immacolata Concezione di Maria. È consentito utilizzare questo colore in alcune nazioni, fortemente legate alla difesa del dogma mariano come il Portogallo,  la Spagna, gli ex territori dei due paesi, l’ex regno di Baviera, alcune chiese di Napoli e l’ordine francescano. Questo privilegio resiste ancora oggi. 

A libera scelta

Nel mondo esoterico ci sono colori specifici per il vestiario nei rituali, ma ciò è molto più variabile e dipende dalla già nominata magia dei colori

Certo, sempre ammesso che il praticante indossi dei vestiti…

Fateci spiegare.

Per preparare un rituale è necessario eseguire una serie di processi – Non temete, non entreremo nel dettaglio – tra cui anche un bagno di purificazione.

Occorre vestirsi in maniera particolare ed idonea al rito. 

Ma non sempre: c’è chi, invece, preferisce farli nella nudità, poiché è possibile sentirsi più connessi alla natura, più liberi, in questo modo. – Certo, dipende tutto anche da dove si vuole fare il rito, perché a volte questa opzione non è possibile e basta, per problemi legali. Ma questo è tutto un altro discorso, come potete immaginare, che non ci interessa. – 

Tornando alla faccenda vestiti, si possono sia utilizzare tuniche precise oppure vestiti specifici destinati solo a quello. 

E poi c’è chi utilizza sempre lo stesso vestito e chi invece lo cambia a seconda della natura del rito. – È più facile doversi cambiare secondo le esigenze se si appartiene ad un coven (congrega), ma poi tutto è relativo.- 

Nonostante, la scelta del colore si basa sulla propria personalità, ci sono delle linee guida generali

Il verde, colore della speranza, è fortemente legato alla Natura e alla vita, perciò è spesso associato alle competenze erboristiche (comuni a moltissimi wiccan). 

È giusto passare poi al suo complementare, il rosso, usato anche al posto dell’arancione. È il colore associato ai Sabba, le festività legate al ciclo solare ed è pertanto giusto che sia un colore così caldo che si “tira in ballo”.

Poi c’è il bianco, colore puro e che simboleggia la spiritualità. In genere questo colore è utilizzato durante gli Esbat, le festività lunari, ed anche quando si fa un rito meditativo ed introspettivo. 

E, in contrapposizione, c’è il nero, che –demoliamo questi stereotipi, per favore.- non simboleggia il male. Bensì la protezione e la notte. Tra tutti è quello che più connette lo spirito all’universo e alla fonte centrale dell’energia, del tutto; non a caso, simboleggia anche la mancanza di falsità

Continuando in scala cromatica c’è il viola, che, a differenza che con il Cristianesimo citato sopra, non può sostituire il nero. Il viola è invece utilizzato per la conoscenza, per il sapere, per avvicinarsi al divino. 

Gli ultimi due colori rimasti sono:

il marrone, che viene indossato per armonizzarsi con gli animali e con, quindi, le altre creature che abitano questo pianeta;  – Capito? La prossima volta che un cane vi ringhia, provate a vestirvi di marrone!- e il blu, per gli spiriti affini all’elemento dell’Acqua e per i riti di guarigione. Ma è usato anche per avere una maggiore consapevolezza di sé. 

Quante cose da ricordare….

Per curiosità, quanto ci vorrà perché smettiate di guardarvi intorno ed analizzare i vestiti di chiunque vi circonda, ricordandovi che queste informazioni sono legate alla liturgia?

 

SCRITTO DA: TERESA CORRADO E AURORA VENDITTELLI

Written by: Aurora Vendittelli

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