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Cultura

Cultura B2B: Apocalisse ingarbugliata

today30 Giugno 2022

Background
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Soundtrack da ascoltare durante la lettura: “Beautiful Disaster” – Fedez & Mika

Quante volte abbiamo sentito dire o detto noi stessi “Questa cosa è la fine del mondo!”? 

-Se poi fosse una cosa bellissima od orribile dipende dall’intonazione della frase. Per la prima, prendete ad esempio la classica zia che abbiamo tutti, quella shopping dipendente. Per la seconda, basta un adolescente che deve affrontare la maturità-.

Però, qualcuno sa cosa si intende con ”Fine del mondo” o ce la immaginiamo tutti come il videoclip della soundtrack?

L’Apocalisse

“Beato chi legge e -beati- coloro che ascoltano le parole della profezia e custodiscono le cose che vi sono scritte. Infatti il momento è vicino.”

Tra i grandi misteri che avvolgono i libri sacri, vi è quello legato all’Apocalisse di San Giovanni apostolo. L’ultimo libro del Nuovo Testamento è attribuito al più giovane discepolo di Gesù, che, secondo la leggenda, visse anche più a lungo di tutti gli altri. Tornando a parlare dell’Apocalisse, essa rappresenta la rivelazione che Gesù gli fa attraverso un suo angelo. Il termine infatti, deriva dal greco ἀποκάλυψις, che vuol dire rivelazione.

Cosa viene mostrato all’apostolo?

Attraverso Giovanni viene rivelato agli uomini il Regno di Dio, mostrando loro il mistero della salvezza, ciò a cui i cristiani anelano, accompagnata da una serie di catastrofi e distruzioni non trascurabili. 

Il libro parla della Fine del Mondo, quando Gesù tornerà sulla Terra per eliminare definitivamente il male. Giovanni ci dice che il tempo è vicino, ma da allora sono passati secoli e le scritture stesse affermano che il tempo di Dio non è quello degli uomini. Questo è uno dei motivi per cui ad ogni catastrofe, pestilenza e guerra distruttiva, i cristiani hanno pensato, ma lo pensano ancora oggi, che la fine fosse alle porte.  

Gli avvenimenti

Il libro narra di una pergamena con sette sigilli ed ogni volta che se ne apre uno, sulla Terra si scatenano pestilenze, guerre, fenomeni distruttivi. Quattro di questi sigilli raffigurano i quattro cavalieri dell’Apocalisse che, arrivati sulla Terra, eliminano la pace e portano la morte. I sigilli sono anche annunciatori di fenomeni astronomici come le eclissi e di numeri quali 144.000 che rappresenta il numero di coloro che verranno salvati.

Si racconta anche una dura lotta, quella che vede il drago, rappresentazione del demonio, seguito da una schiera di demoni, contrapporsi ad una donna, rappresentazione di Maria, aiutata da una schiera di angeli. Ella calpesterà la testa del drago vincendo sul male. Questo gesto sancirà la vittoria del Bene sul Male e l’arrivo del Giudizio Universale, dove i buoni saranno premiati e i cattivi otterranno la condanna eterna. L’Apocalisse è un libro che ha sempre affascinato i cristiani, incutendo timore, ma al tempo stesso, confermando la promessa di Dio, quella della vita eterna nel suo regno.

Michelangelo nella trasposizione artistica della Cappella Sistina mostra graficamente ciò che rappresenterà il giudizio finale. Il maligno, insieme ai suoi adepti, rappresentati con forme orribili e malvagie e con colori grigi e spenti, accoglieranno chi nella propria vita avrà operato male. Dall’altra parte, in vesti colorate o candide, arriveranno i prescelti, coloro che hanno osservato in vita i precetti di Dio e per questo verranno accolti alla gloria celeste. Una distinzione così netta che l’opera dell’artista, ancora oggi, provoca una forte emozione non solo nei credenti, ma in tutti i visitatori. 

Disastri su disastri

Ogni religione ha la sua Apocalisse. 

Basta pensare al flop dell’Apocalisse Maya del 20-21 dicembre 2012. Il mondo doveva crollare a seguito di qualche disastro cosmico -o semplicemente si erano stufati di calcolare i giorni con quel complicatissimo sistema numerico-. Eppure è il 2022 e siamo ancora qua!

Certo…le cose non sono andate benissimo, ma ce la caviamo.

Però, visto che abbiamo parlato dell’Apocalisse cristiana, non si può sfigurare quindi abbiamo rispolverato un’altra Apocalisse con molte -per alcuni anche troppe– persone coinvolte, una matassa di intrecci relazionali, nomi eccessivamente lunghi e caldi bagni di sangue: il Ragnarök. –No, non è solo il titolo di uno dei film di Thor-.

Succede il finimondo. Letteralmente.

Perciò, cercate di non incagliarvi sui nomi: nessun “aspetta! Chi è questo? Da dove spunta?”. Non importa. È un essere. 

Allora, nell’Edda ci viene detto, quando ancora si parlava della creazione del mondo, che il sole e la luna sono costretti a scappare da due lupi che li vogliono mangiare. Ecco, l’attesa è finita: il Ragnarök inizia con questi due lupi -che hanno anche dei nomi, ma non li leggereste nemmeno) che smettono di fare palestra perché finalmente si pappano gli astri. – speriamo per loro che sia un pasto sostanzioso, viste tutte le calorie perse.- 

Quindi cala il gelo sui mondi e, per la gioia degli Stark, arriva l’Inverno e per tre anni non ci sarà estate, ma prima di questi anni ce ne saranno altri tre di sanguinose guerre. –Si Martin, sappiamo da cosa hai preso spunto per GoT-.

“I fratelli combatteranno,
vicendevoli uccisori,
e figli di fratelli
distruggeranno le stirpi;
tempi duri fra gli uomini,
fornicare immane.”
– Edda – Snorri Sturluson

Quindi il terreno tremerà e Fenrir si libererà. Piccolo excursus: Loki ha avuto tre figli con una iotun -gigante di ghiaccio- di nome Angrbodha. Hel, la dea dei morti per malattia e vecchiaia. Iörmungandr, un serpente enorme che vive nei mari di Midhgardhr -la Terra-, tanto grande da circondare il globo e mordersi la coda. Fenrir, un gigantesco lupo imprigionato dagli dei su un’isola con una corda magica -Gelfa-. Excursus finito. 

“Età d’ascia, età di spada,
s’infrangeranno gli scudi,
età di venti, età di lupi,
prima che crolli il mondo.”
(Edda – Snorri Sturluson)

Dove eravamo rimasti? Ah sì: Il lupo dalle dimensioni di un grattacielo si libera e il serpentello marino decide di riemergere dalle profondità degli abissi, interrompendo la gara di sguardi con Cthulhu. Come se non bastasse salpa Naglfar, una nave fatta con le unghie dei guerrieri morti. -sì, che schifo. Concordiamo-.

Sì, l’arcobaleno è un ponte.

Ne avete abbastanza? I norreni no. Arrivano anche i giganti del fuoco attraverso il Bifröst -il ponte arcobaleno che collega i mondi- ed Heimdallr dà l’allarme con il suo corno di cui non vi dirò il nome. Mentre Loki si riunisce ai due figli, Odino decide di darsi una mossa e di radunare gli dei e di chiedere consiglio a Mìmir -la testa mozzata non ancora putrefatta di un dio-. 

-time break per far riprendere fiato ai narratori-.

Odino fa il suo ingresso sul campo di battaglia, Vìgrìdhr, al fianco di Thor e alla carica dei guerrieri morti, solo per venir mangiato da Fenrir, che a sua volta verrà ucciso in modo cruento. Il dio con il martello non l’ha aiutato perché impegnato contro il serpente -spoiler: muoiono entrambi- e poi il racconto prosegue parlando di chi ucciderà chi e verrà ucciso da un chi che brandiva cosa. 

Come finisce? Il capo dei giganti di fuoco -Surtr- farà il bravo piromane e tutto il mondo brucerà

Tutto molto bello e poco complicato. 

Però adesso vogliamo sapere quante volte avete dovuto rileggere gli avvenimenti per capirci qualcosa? Era fondamentali spiegare tutto per bene, ma quante ne sapete adesso che prima non immaginavate nemmeno?

SCRITTO DA: TERESA CORRADO E AURORA VENDITTELLI

Written by: Aurora Vendittelli

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