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Cubetti di ghiaccio per un cocktail di canzoni

Scritto da il 21 Aprile 2021

‌Soundtrack da ascoltare durante la lettura: “Neve” – Giorgia, Marco Mengoni

I programmi del palinsesto di oggi di voicebookradio.com hanno come fil rouge la parola ghiacciato, che inevitabilmente conduce alla freddezza. Quanti significati può assumere questa parola? Beh molteplici, per dire infiniti. La freddezza può essere quella che proviamo in una giornata d’inverno, quello che sembra essere tornato in questi giorni. O quella che proviamo quando mangiamo o beviamo qualcosa di ghiacciato, soprattutto d’estate, che ci “regala” quel fastidiosissimo mal di testa.

La freddezza, però, può rappresentare anche uno stato emotivo. Quante volte ci è successo, dopo una brutta notizia, di chiuderci in noi stessi? Un momento in cui non vogliamo avere nessuno attorno a noi, rispondendo male a chiunque cerchi di aiutarci. Purtroppo è capitato a tutti almeno una volta.

Ma la freddezza, nonostante siamo propensi a vederla come una cosa negativa, ha dato spunto a molti artisti nella composizione dei loro testi.

Ghiaccio come fonte d’ispirazione

Si potrebbe fare l’elenco di tantissime canzoni che hanno tratto ispirazione da questo tema, ma ne sceglierò solamente due. Si tratta di due grandi successi italiani che parlano di brividi freddi, ma in due epoche diametralmente opposte.

Come dimenticare quel ritornello che faceva “cos’è la vita senza l’amore” cantato da una giovanissima Nada. Non riuscite a ricordarvi il titolo di questa canzone? Vi aiuto io, è Ma Che Freddo Fa, disco con il quale, a soli quindici anni, Nada Malanima debuttò a Sanremo nell’edizione del 1969 cantando la sua delusione d’amore, la sua rabbia adolescenziale. E si paragona ad un albero senza più foglie per colpa di tutte le raffiche di freddo invernale.

E s’alza un vento, un vento freddo, che come foglie le speranze butta giù. 

Ma questa vista cos’è se manchi tu?” 

https://youtu.be/DJs-9BnJRPA

Facendo un salto un po’ più avanti nel tempo, esattamente nel 2018, Giorgia e Marco Mengoni si sono ritrovati a interpretare insieme la loro Neve. Il video stesso racconta lo scongelamento graduale, lo scioglimento dei loro ghiacci interni ed esterni. Anche in questo disco, come nel precedente, l’argomento principale è la mancanza della persona amata. Perduta o difficile da abbracciare ancora. Un vuoto che porta a spalmare tutto intorno il gelo che ci invade. E nel testo i due si rivolgono proprio alla neve per imparare da lei ad essere leggeri e “non pesare sul cuore degli altri”. 

“Ma non è semplice non sentire il silenzio che c’è.

Non è semplice guardare il cielo stanotte”.

https://youtu.be/jCmnysYyWoc

Ma in entrambi i brani affiora la volontà di ritrovare luce ed è a questa che ci si dovrebbe agganciare. Confidando nella musica come compagna assoluta. Sempre.


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