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Costellazioni familiari

Scritto da il 13 Luglio 2020

Durante la lettura si consiglia l’ascolto del brano: “ We Are Family – Sister Sledge”

Avete mai sentito parlare di costellazioni familiari?

Con questo termine non si fa riferimento al campo astronomico, bensì a quello psicologico. Si tratta di una tecnica terapeutica alternativa, ideatatra gli anni 70’ e 80’ da Bert Hellinger. Lo psicologo tedesco, sostiene che i componenti di un nucleo familiare, siano in relazione sistemica tra di loro, come le stelle all’interno delle costellazioni.  

Lo studio di Hellinger

Secondo Hellinger, in ogni famiglia esistono delle posizioni fisse. In queste posizioni, prende posto un membro del nucleo familiare, proprio come le stelle all’interno delle costellazioni. Le stelle inoltre, si muovono tutte insieme, al muoversi di una, segue anche l’altra, come un vero e proprio sistema. Normalmente i familiari più stretti, come genitori e nonni, sono un punto di riferimento e anche dopo la loro scomparsa, essi vivono negli individui, influenzandoli.

Il sistema delle costellazioni familiari, serve a rappresentare le dinamiche che si sviluppano nella famiglia. Il ruolo del terapeuta è fondamentale. La sua presenza fa sì che le problematiche createsi vengano superate, in questo modo può contribuire al ripristino dell’equilibrio familiare. Grazie al terapeuta, le relazioni saranno più pacifiche e si supereranno le difficoltà.

Fasi

Le fasi che si sviluppano in tali incontri sono tre:

1.Presentazione del problema e scelta dei rappresentanti

Il partecipante racconta al terapeuta il problema che lo affligge, descrivendo le dinamiche familiari e i suoi rapporti. Attraverso il racconto, il terapeuta è in grado di capire se deve rappresentare la famiglia d’origine del partecipante o quella attuale. Successivamente il partecipante, sceglie per sé un referente e uno per ciascun membro della propria famiglia.

2. Rappresentazione

In questa fase ciascun partecipante, deve rappresentare i molteplici membri della propria famiglia. Per farlo, gli individui devono solo affidarsi alle sensazioni fisiche e psicologiche provate.  Attraverso il fenomeno conosciuto come risonanza morfica, i partecipanti avvertono i pensieri e sensazioni delle persone che stanno rappresentando, anche se non si conoscono. Questa tappa è fondamentale per il terapeuta, in quanto può osservare le dinamiche familiari e capire l’entità del problema, così da risolverlo.

3. Scioglimento del nodo

Il partecipante con l’aiuto della propria costellazione, può osservare dall’esterno il problema e comprendere il suo rapporto con la famiglia. Il terapeuta, inoltre, grazie all’aiuto di tecniche specifiche, permette il normale flusso di energie ed emozioni.

Funzioneranno davvero le costellazioni familiari? Provare per credere…


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