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La cosmogonia induista

Scritto da il 12 Ottobre 2020

Soundtrack da ascoltare durante la lettura: “Following a bird” – Ezio Bosso

A differenza della cosmogonia greca o egizia che prevedono una sola versione della storia narrata, in quella induista sono molteplici, ma anche molto simili e hanno origini dal periodo Veda in poi. Sono molte storie, che amalgamandosi ne hanno formata una.

L’Uovo Cosmico

Cosmogonia
L’Uovo Cosmico

L’uovo ha molteplici significati ed è un simbolo in moltissime religioni.

L’Uovo Cosmico, anche chiamato Hiranyagarbha (Grembo d’oro), galleggiava nell’oceano delle acque primordiali e -quando si schiuse- la parte superiore del guscio, fatta d’oro, andò a formare la volta celeste, mentre la parte inferiore, fatta d’argento, la terra.

Le membrane interne composero le montagne e quelle esterne le soffici nuvole, mentre le vene ed i liquidi divennero i mari e i fiumi.

Puruṣa

Questa visione dell’origine del mondo è molto più panteista, ovvero sostiene che la divinità si trova in tutte le cose, animate e non.

Impara a vedere. Renditi conto che ogni cosa è connessa con tutte le altre.

Leonardo da Vinci

La veste del divino è indossata da Puruṣa, l’essere ingenerato e imperituro dalla cui bocca nacquero Indra e Agni, dèi gemelli che insieme a Surya rappresentano nel Vedismo i tre aspetti principali dell’induismo.

Il respiro di Puruṣa divenne il vento; gli occhi e la mente generarono il sole e la luna; l’ombelico creò l’atmosfera e dai due antipodi, testa e piedi, vennero creati il cielo e la terra.

Secondo la tradizione, però, solo un terzo del corpo del divino formò il mondo che noi conosciamo, i restanti tre quarti si elevarono all’immortalità celeste.

Prajapati

Cosmogonia
Prajapati

L’essere supremo Prajapati venne generato dall’uovo cosmico, creato a sua volta dalle acque primordiali e il suo respiro generò i Deva, le divinità benevoli, e gli Asura, quelle maligne.

I suoi primi suoni crearono il cielo e la terra e poi le stagioni, mentre in un secondo momento generò il fuoco, la luna, il vento e l’aurora.

Il Codice di Manu

La cosmogonia che unisce quelle prima trattate è riportata in quello che in occidente è conosciuto come il Codice di Manu, un’insieme di testi datati tra il secondo secolo a.C. e il secondo d.C.

Dalle tenebre arrivò Svayambhu, che le scacciò e creò l’oceano primordiale, nel quale mise un seme da cui si generò l’uovo cosmico, e da quest’ultimo si generarono sia il cielo e la terra che Brahman, progenitore del mondo.

Da se stesso generò il Manas, la mente, sia reale che irreale; l’Ahamkāra, ovvero principio di individualità, che ha la funzione di autocoscienza; il Mahat, il grande Uno; e l’Ātman, anima individuale.

Infine lo Svayambhu creò il brahmano dalla bocca, dalle braccia lo ksatriya, dalla coscia il vaisya, dai piedi lo sudra, ovvero, il sistema castale.

Vi è piaciuto?
Contattateci e diteci di quale altro popolo volete conoscere la cosmogonia!


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