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Coppiere, un bicchiere di ambrosia, grazie!

Scritto da il 21 Gennaio 2021

Soundtrack da ascoltare durante la lettura: “Acquario” – Peter White ft. CLIED

La costellazione dell’Acquario è una delle più antiche e al suo interno sono stati scoperti dei pianeti molto simili alla Terra che orbitano attorno alla nana bianca Trappist-1.

Ma cosa sappiamo di questa costellazione?

Le Stelle

costellazione dell’Acquario

La costellazione è compresa tra quella del Pegaso e quella del Pesce Australe e si trova in quella porzione di volta chiamata “Acque celesti“.

Da questa zona partono anche tre sciami meteoritici ogni anno:

  • Eta Aquaridi, con un picco di 40 meteore all’ora durante l’anniversario della morte di Napoleone ( Se non sapete la data, il consiglio è di aprire il libro di storia).
  • Delta Aquaridi, con il picco di 20 meteore in un ora il 28 luglio.
  • Iota Acquaridi, con un apice di solo 6 meteore ogni ora il 6 agosto

Le sue due stelle più luminose sono Alpha Aquarii, o Sadal Melik (stella fortunata del re), e Beta Aquarii, o Sadal Suud ( la più fortunata delle fortunate).

Contiene inoltre due ammassi globulari, M2 e M72, e due delle più belle nebulose che possiamo osservare, un vero spettacolo.

Acquario
Nebulosa Elica
Acquario
Nebulosa Saturno

NGC 7293, o Nebulosa Elica, dista 60 anni luce dal nostro pianeta e può essere vista solo in fotografia. È originata dal passaggio di una stella simile al sole ad una nana bianca, talmente luminosa, da far vedere le nubi che le circolano attorno. Per la sua forma è soprannominata, dal 2003, occhio di Dio.

NGC 7009, conosciuta anche come Nebulosa Saturno, è una nebulosa planetaria che deve il suo nome alla forma che ricorda vagamente il pianeta del sistema solare.

I Miti

La rappresentazione sumera della costellazione dell’Acquario come dio En-ki, il signore della terra, divenne nella cultura babilonese Ea, il signore delle acque, già varie volte nominato in altri articoli.

Ea era rappresentato come un uomo con il corpo di pesce, o ricoperto da squame, e dalla sua anfora uscivano due flussi d’acqua, rappresentanti il Tigri e l’Eufrate, colmi di pesci.

Tra i greci e i romani, il giovane con la brocca rappresentò Ganimede.
Forse qualcuno di voi si ricorderà che quando alle medie è stato studiato il mito di Europa, il giovane ragazzo fu nominato, ma non ci giurerei.

Ganimede era il figlio di Calliore, una nereide, e Troo, il fondatore della mitica Troia. Il giovane era talmente bello che Zeus se ne invaghì e, trasformandosi in un’Aquila, suo animale sacro, lo portò sul Monte Olimpo dove divenne il coppiere degli dei al posto di Ebe.
Secondo il mito, Era maledì la discendenza del giovane, e quindi la città di Troia, perché gelosa.

Acquario
Ganimede e l’Aquila di Bertel Thorvaldsen

La fortuna è molto legata a questa costellazione, forse lo sono anche le persone nate sotto di essa, ma ciò lo deve confermare la Fata delle Stelle.


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