fbpx

Young

Premi PLAY per ascoltare

Traccia corrente

Titolo

Artista

Show attuale

Qualcosa alle 7

07:03 09:00

Show attuale

Qualcosa alle 7

07:03 09:00


Sesto giorno di proteste per George Floyd. L’autopsia conferma la morte per asfissia

Scritto da il 1 Giugno 2020

Durante la lettura si consiglia l’ascolto del brano: “Sunday Bloody Sunday – U2”.

Il 25 maggio scorso un George Floyd è stato arrestato dalla polizia di Minneapolis, nel Minnesota, dopo aver tentato di pagare un commerciante con una banconota da venti dollari presumibilmente falsa. Ad intervenire sono stati quattro agenti, tra cui Derek Chauvin, che ha immobilizzato Floyd a terra, esercitandogli con il ginocchio una forte pressione sul collo. A nulla sono servite le proteste dei passanti e i lamenti dell’uomo, che è stato liberato solo dopo la richiesta dei paramedici, nonostante avesse già perso conoscenza da svariati minuti. George Floyd è stato quindi condotto all’Hennepin County Medical Center e dichiarato morto.

Il video dell’arresto e dell’uccisione, perché di omicidio si parla, dell’uomo, è stato immediatamente trasmesso sui social, causando l’indignazione dell’opinione pubblica e dello stesso sindaco di Minneapolis Jacob Frey, che ha richiesto l’immediato licenziamento dei quattro poliziotti incriminati. Ma ciò non è bastato a spegnere le proteste, inizialmente pacifiche, della popolazione di Minneapolis, che sono successivamente degenerate in rivolta violenta e sono dilagate in tutto il paese.

Questo non è certo il primo episodio che vede una persona di colore morire ingiustificatamente per mano di poliziotto, ammesso e non concesso che possa esserci qualche tipo di giustificazione per l’uccisione di un uomo, per lo più disarmato. Dunque ‘No justice, no peace’ e ‘I can’t breathe’, la frase pronunciata da Floyd prima di morire, sono solo alcuni degli slogan lanciati dai cittadini americani scesi in piazza per chiedere un decisivo ridimensionamento dei poteri concessi alle forze di polizia, oltre che la fine di odio e discriminazione razziale contro la popolazione afro-americana.

Secondo i media americani, tra i manifestanti sono già tre le vittime uccise dalla “risposta al fuoco” che la polizia e la Guardia Nazionale hanno attuato per disperdere la folla. È stato imposto il coprifuoco a Washington e in altre 40 città, intanto proseguono gli scontri davanti alla Casa Bianca. Su Twitter il presidente Donald Trump ha rilanciato lo slogan della destra ‘Legge e ordine’ e minaccia di schierare l’esercito, mentre si rifugia nel bunker sotterraneo della residenza presidenziale. Migliaia gli arresti durante il weekend, fra cui anche quello di Chiara De Blasio, figlia del sindaco di New York, il quale ha dichiarato: “Voglio bene a mia figlia. L’unica cosa che vuole è fare del bene per il mondo: vuole un mondo migliore e più pacifico”.

A nulla è valso l’appello del governatore Tim Waltz a tornare a casa: “Capisco la rabbia ma tutto questo non riguarda la morte di George Floyd, né le diseguaglianze, che sono reali. Questo è il caos”. Sono ormai sei giorni infatti che le proteste vanno avanti e nel mentre sono stati sfregiati diversi monumenti, danneggiati negozi e incendiati edifici e automobili.

Il candidato democratico alla presidenza, Joe Biden, ha condannato la violenza delle proteste, sottolineando tuttavia che gli americani hanno diritto di manifestare.

Protestare contro tale brutalità è giusto e necessario. È una risposta assolutamente americana, ma incendiare le comunità e distruggere inutilmente non lo è. La violenza che mette in pericolo la vita non lo è. La violenza che distrugge e chiude le attività che servono alla comunità non lo è.

Intanto dalle indagini continuano a emergere nuovi dettagli: un nuovo video mostra non uno ma tre poliziotti premere con le loro ginocchia su Floyd, mentre Chauvin risulta essere l’unico arrestato. Ad aumentare il risentimento sono stati i risultati preliminari dell’autopsia su Floyd, che avevano escluso la morte per l’asfissia traumatica e lo strangolamento. Tuttavia la famiglia, sottolineando di non fidarsi delle autorità locali, aveva già chiesto un’autopsia indipendente. Qualche ora fa l’avvocato dei Floyd ne ha comunicato il risultato: la morte della vittima è stata «un omicidio causato dall’asfissia provocata dalla compressione della schiena e del collo che ha portato alla mancanza di flusso sanguigno al cervello».


Opinione dei lettori

Commenta

La tua email non sarà pubblica. I campi richiesti sono contrassegnati con *


Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.