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Conosciamo la #Trashchallenge, la nuova sfida ambientalista

Scritto da il 16 Marzo 2019

Non è un segreto che uno dei trend topics delle ultime settimane sia l’ambiente, questo concetto che, da astratto e secondario, sta diventando sempre più concreto e di primaria importanza in concomitanza con l’arrivo dei dati allarmanti riguardanti il riscaldamento globale, le varie forme di inquinamento, le manifestazioni pacifiche del Global Climate Strike For Future, sulla falsariga dell’attivista Greta Thunberg, e la #Trashchallenge.

È proprio quest’ultima sfida la protagonista di questo articolo: con la bellezza di 31mila post recanti l’hashtag divenuto virale nel giro di poche settimane, la challenge in questione rappresenta una (parziale) novità nel catalogo dei giochi di questo genere. Non più pentole bollenti che volano, pinte di birra da scolare in 30 secondi, pastiglie della lavastoviglie da ingerire, ma finalmente un modo giocoso e intelligente per agire concretamente contro l’incalcolabile montagna di rifiuti abbandonati lungo le strade, le spiagge, i paradisi tropicali rimasti vittima dell’inciviltà del turismo incontrollato, i prati e i boschi: i partecipanti alla trash challenge, infatti, hanno il compito di munirsi di guanti, scopa, paletta e cellulare ed immortalare e postare sui social la situazione di degrado in cui versa l’area da loro interessata prima e dopo essere stata completamente ripulita dalle sostanze nocive, rivelando la ritrovata bellezza di quel luogo finalmente guarito dalla superficialità umana.

Ora, è il momento di chiarire il perché di quel “(parziale)” di qualche rigo sopra: va infatti specificato che, in realtà, esisteva già da qualche tempo un hashtag branded con delle finalità molto simili, per la precisione il #TrashTag. La differenza è che quest’ultimo, lanciato da un’azienda di prodotti da campeggio e attività outdoor, ha avuto un impatto inferiore rispetto alla #Trashchallenge, in quanto diffuso nei circuiti mediali di una fetta più ridotta di utenti – gli appassionati di sport e attività all’aperto, per l’appunto.

Rimane comunque il fatto che, a prescindere da quale sia il tag di riferimento, si sta assistendo ad un grande slancio spontaneo da parte delle persone di ogni età, genere e nazionalità verso azioni concrete e utili a ripulire il pianeta dai rifiuti e dalla noncuranza verso l’argomento, e questo, è bene sottolinearlo, vale più di un milione di like.

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