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Joy Division diventa New Order

Scritto da il 2 Febbraio 2021

Soundtrack da ascoltare durante la lettura: “Love will tear us apart” – Joy Division

Due gruppi della scena post punk inglese. Due gruppi diversi, ma anche la stessa cosa

Manchester, 1976, concerto dei Sex Pistols. Tre ragazzi liceali decidono, al cospetto di una delle innovazioni musicali più coinvolgenti del secolo, di creare un gruppo. Un embrione di ciò che prenderà vita solo con l’arrivo di un giovane musicista-poeta, che li contatterà per far parte della band. È così che Bernard Sumner, Peter Hook, Terry Mason e Ian Curtis divennero i Warsaw, nome preso da Warszawa di David Bowie, loro grande ispirazione. L’ondata punk aveva rivoluzionato l’ambiente underground inglese risvegliando l’animo in tempesta di giovani musicisti, tra cui loro. Curtis era un fiume di parole, un ragazzo malato di epilessia fotosensibile ma troppo attaccato alla musica per rinunciarvi. 

joy division
Joy Division

È con lui che il gruppo prende il nome di Joy Division -preso da La casa delle bambole di Ka-Tzetnik 135633. È con la sua voce e le sue parole che le tonalità della musica dei Joy, già categorizzabile come dark, diventano ancora più introspettive, volte ad indagare la parte oscura presente in ognuno di noi e portarla a galla. Complice il clima musicale del tempo, le loro canzoni sono iconiche di un’epoca brillante.

joy division
Ian Curtis

La malattia di Ian intanto avanzava, e lui non ha saputo gestirla, come i suoi tormenti. Si è tolto la vita il 18 maggio 1980, ed è stato un duro colpo, per tutti. Sulla sua lapide l’epitaffio cita la canzone più famosa e significativa da lui scritta, “Love will tear us apart” -l’amore ci farà a pezzi. Così andava il rapporto con sua moglie, così andava la sua anima. Dopo questo dramma i Joy Division, creatori di un solo disco, hanno cambiato nome e genere musicale. E qui c’è una storia che sembra quasi una leggenda: avevano promesso che se un componente si fosse allontanato dal gruppo, questo non sarebbe stato più lo stesso.

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New Order

E sono stati di parola, tanto che i New Order hanno preso tutt’altra strada. Un inizio complicato, che ancora percorreva le orme del compianto frontman, per poi seguire l’elettronica mista a pop e dance e lasciarsi andare al synth pop. È da queste premesse che vede la luce l’album Power, Corruption & Lies del 1983, insieme al loro singolo più famoso, Blue Monday -ovvero: la rivoluzione della musica dance. Un successo clamoroso che ha dettato le regole della musica a venire. Una band complessa, fatta di addii e ritorni. Dal 1980 al 1993, poi 1998 – 2007 e di nuovo insieme nel 2011, per suonare ancora ricordando le loro radici, che si trovano, presumibilmente, a metà tra i Joy Division e i New Order. Ma con la testa sempre a Ian.

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