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Cinema e TV

Cinema italiano e Natale: cosa è cambiato?

today24 Dicembre 2018

Background
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Siamo nel 1983 e due produttori e sceneggiatori romani conosciuti ai più come I fratelli Vanzina diventano i capostipiti di una stagione completamente nuova del cinema italiano, durata fino a poco meno di dieci anni fa.

Carlo ed Enrico Vanzina, con Vacanze Di Natale (1983), danno vita non solo ad un genere, ma ad un vero e proprio cinema che negli anni è diventato un punto di riferimento per tutte le famiglie italiane: il Natale cinematografico. Attorno ai pranzi e alle cene di questa attesissima festività, mancava, infatti, un collante che riunisse tutta la famiglia, e non bastando la tombola a far ciò, i Vanzina si sono così inseriti nelle case di tutta Italia prendendo posto tra le abitudini degli italiani: da quell’anno in poi, ad ogni Santo Stefano è diventata usanza guardare un film natalizio.

Il cinepanettone ha rivoluzionato i botteghini del periodo in questione, concentrando tutti i numerosissimi incassi in una sola pellicola, accompagnata da altri sceneggiati minori che hanno avuto un ruolo da tappabuchi, nel caso in cui le sale dove venivano proiettati i Vanzina fossero state piene.
Si trattava di altre commedie, film più seri, prodotti delle major americane, cartoni animati per i più piccoli e per coloro che non amavano i cinepanettoni, che invece avevano lo scopo di portare in sala i cosiddetti tipi alla “una volta l’anno”, un pubblico cioè poco appassionato di cinema.

Ad oggi il Natale cinematografico è cambiato, è andato scemando e con lui il suo pubblico ed i suoi incassi.

Si tratta, comunque, sempre di un periodo festivo, non solo per le famiglie ma anche per il botteghino, dove gli americani spopolano e gli italiani fanno da cuscinetto, oscillando tra guadagni medio alti e sale vuote. Ma dalle ceneri del nostro Natale sta nascendo una nuova data di incassi: Capodanno, il cui papà sembra proprio essere Checco Zalone.

Per il quasi passato 2018, le uscite si possono dividere in tre tipologie di produzioni:
1. La prima ha anticipato i tempi sbarcando in sala già prima delle feste, come Lo schiaccianoci e i 4 regni, Macchine mortali, due grandi film americani perfetti per il Natale.
2. La seconda ha aspettato nella speranza di accogliere tutta l’ondata delle feste, come il grande film atteso che rivede insieme Christian De Sica e Massimo Boldi, Amici come prima.
3. La terza aspetta ancora l’inizio dell’anno per partire col botto.

Oltre a Boldi e De Sica, al momento, tra i protagonisti del botteghino troviamo il colosso attesissimo Mary Poppins, in cima alle classifiche; lo spin off di Transformers intitolato Bumblebee; e le immancabili alternative di nicchia, come Cold War, il drammatico Ben is Back e l’italiano Capri Revolution. Quest’ultimo non ha avuto un’ottima strategia di marketing alle spalle: uscito in contemporanea alle grandi pellicole americane, infatti, era ovvio che non avesse la visibilità meritata, ma si spera possa recuperare col tempo.

Domani martedì 25, invece, esce Spider-man: un nuovo universo, che si pone come il film d’animazione e supereroi che potrebbe modificare tutti gli equilibri e gareggiare al pari dei grandi film con attori in carne ed ossa, candidato inoltre come miglior film d’animazione ai Golden Globes 2019.

Il 27 dicembre l’Italia si ripresenterà al cinema con due film da cui ci si aspetta molto: La Befana Vien Di Notte, di Nicola Guaglianone con Paola Cortellesi e Moschettieri del Re, con Valerio Mastandrea, Pierfrancesco Favino, Sergio Rubini e Rocco Papaleo.

È quindi evidente come ormai al cinema il Natale non sia più il protagonista indiscusso di una volta, ma c’è comunque chi ancora cerca di salvare l’ormai vecchia tradizione.

Di fatto, però, quale può essere il plausibile motivo della decadenza del Natale del cinema italiano, iniziata già nel 2010 con il fallimento di Natale in Sudafrica e accelerata dal cambio di rotta dei protagonisti Lillo e Greg, che si srotolavano in una serie di film dagli incassi sempre minori? Il problema potrebbe partire proprio da Checco Zalone, che è riuscito ad inserire sul mercato una nuova data di incassi, il 31 dicembre, con un film ogni 2-3 anni. E quando Zalone non si è presentato con una pellicola pronta, chi ha preso il suo posto ha comunque ottenuto un grandissimo successo: basti pensare all’unica commedia uscita del passato 2017, Come un gatto in tangenziale di Paola Cortellesi e Antonio Albanese.

Capodanno è quindi il momento da cui partire per ricostruire le festività del cinema, e se per questo prossimo 31 Dicembre Zalone rimane in silenzio, le date del boom si aggirano attorno ai primi di gennaio: il 3 sarà il momento di Aquaman, con Jason Momoa e dell’attesissimo Suspiria di Luca Guadagnino, un film dalle grandi ambizioni. Toccherà poi alla Disney con Ralph Spaccainternet, a Vice, incentrato su Dick Cheney con Christian Bale, il biopic su Van Gogh e infine a Il Gioco delle Coppie, la commedia francese di Olivier Assayas.

È evidente, quindi, che il cinema di capodanno non abbia alcuna caratteristica in particolare che permette di ottenere più incassi, perché dipende tutto dal periodo, e si sa che in tutto il mondo i mesi delle festività sono i migliori per i botteghini. Ai tempi dei fratelli Vanzina, però, da noi il Natale era diverso, perché i film avevano un sapore e un significato particolare che portavano in sala un determinato pubblico, che ora non c’è più.

Written by: Elisa Fanais

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