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Torneranno i cinema drive-in?

Scritto da il 19 Aprile 2020

Durante la lettura si consiglia l’ascolto del brano “Il cielo di Roma – Aiello”.

Ricordate i cinema drive-in? Esattamente loro: i vostri film preferiti proiettati su enormi schermi, da godersi all’aria aperta o comodamente seduti sui sedili delle vostre macchine e, perché no, con vista tramonto o cielo stellato. Mentre gli adulti sapranno esattamente a cosa ci riferiamo, le generazioni più giovani li avranno probabilmente visti in alcune celebri pellicole anni ’50, prima tra tutte l’intramontabile Grease.

In questo clima di distanziamento sociale per via del Coronavirus, i drive-in potrebbero tornare più attuali che mai e rappresentare una soluzione per risollevare l’industria cinematografica.

Tuttavia l’idea di proiettare film all’aperto nacque in un contesto tutt’altro che inerente all’attuale emergenza sanitaria. Parliamo dell’America degli anni ’30, durante il boom registrato da vendita di automobili e distribuzione di pellicole cinematografiche. Nonostante ci fosse già stato qualche esperimento negli anni Venti, il primo drive-in della storia fu inaugurato nel 1933 da un ragazzo del New Jersey e aveva circa 400 posti auto al costo di 25 centesimi di dollaro a biglietto. Nonostante la scarsa qualità audio e video, i drive-in si dimostrarono subito un’ alternativa fresca e decisamente più elettrizzante rispetto alla sfarzosità dei cinema del tempo, i cosiddetti “movie palaces”. Infatti, grazie al prezzo economico dei biglietti, le proiezioni all’aperto abbracciavano un pubblico abbastanza ampio, regalando agli spettatori una maggiore privacy e l’opportunità di mettere in mostra le proprie auto. Inoltre, con gli ulteriori guadagni ricavati dalla vendita di snack e bevande, rappresentavano un’attività vantaggiosa e poco rischiosa per coloro che decidevano di investirvi.

Il primo in Italia fu inaugurato nel 1957 sul litorale di Roma, tra i quartieri Axa e Casal Palocco, per attirare i turisti e i bagnanti di ritorno da Ostia. Parliamo dello storico e tutt’ora attivo Metro Drive In: uno schermo in cemento di 540 metri quadri, il più grande in Europa, che ebbe un discreto successo negli anni ’60, sulla scia della moda lanciata in America. Nella seconda metà degli anni ’50 e nei primi anni ’60, infatti, queste attività videro un vero e proprio boom di incassi, dopodiché passarono piuttosto rapidamente di moda, visto anche il contemporaneo miglioramento della qualità di suono e video nelle sale cinematografiche.

In Italia è stato Francesco Rutelli, presidente di ANICA (Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive Multimediali) dal 2016, a risollevare la questione e a vedervi non solo una speranza per la ripresa di tutto il mondo che c’è dietro al grande schermo, ma anche un buon compromesso, per grandi e piccoli, tra svago e mantenimento delle distanze sociali.

Le sale non riapriranno così presto, ci dirà il governo quando. L’idea di fare delle arene cinematografiche in agosto, di avere la possibilità di luoghi all’aperto, distanziati, con dei protocolli, con protezione, sanificazione, gestiti dagli esercenti, potrebbe essere un modo intermedio, graduale, per non rassegnarci, mantenendo le condizioni di sicurezza.

In questi ultimi anni per i più nostalgici si è assistito a un piccolo revival dei drive-in, primo tra tutti il Bovisa di Milano, abbinando alla visione dall’auto anche la possibilità di vedere il film seduti all’aperto. Numerose città italiane infatti ospitano da anni iniziative estive di cinema sotto le stelle, tra cui Piazza Maggiore a Bologna o il Cinema America di Piazza San Cosimato e il CineVillage di Talenti a Roma, spazi con centinaia di posti a sedere, che si sta valutando di convertire in posti auto per coppie di passeggeri.

L’idea sarebbe quella di far acquistare i biglietti online e magari permettere di ordinare cibo su WhatsApp o ritirare cuffie e speaker Bluetooth da qualche addetto munito di guanti e mascherina, il tutto con il minimo scambio di interazioni possibile.

Il fatto è che, come ha scritto il Wall Street Journal, i drive-in sono «luoghi che sembrano essere stati fatti apposta per una pandemia globale».

Già in Texas (USA) la EVO Entertainment ha deciso di trasformare una parete del suo cinema in un mega schermo dove proiettare i suoi film. Tutti gli spettacoli in programma hanno registrato il sold-out: la prima pellicola riprodotta è stata Spider-Man Homecoming e le prossime saranno GreaseTop Gun.

A ogni modo è difficile immaginare che queste realtà possano sopravvivere nel lungo termine e ridare un futuro alle sale cinematografiche, a meno che non si aumenti di gran lunga la qualità delle proiezioni, considerando il blocco dell’uscita di nuovi film e la concorrenza di Netflix o Infinity. Lo ha ammesso lo stesso Rutelli, definendo l’iniziativa «una cosa chiaramente simbolica». Il presidente dell’ANICA ha poi aggiunto:

Bisogna fare un accordo con i Comuni, identificando aree molto grandi dove ci siano tutte le condizioni di sicurezza. Si possono studiare varie ipotesi, con automobili distanziate e tutto il resto, ma sarebbe un modo per tornare gradualmente, e prudentemente, a vivere.

Dunque bisognerà senza dubbio trovare un nuovo equilibrio, ciò non toglie che la formula del cinema drive-in, è già stata accolta come un’ entusiasmante novità, soprattutto per i più giovani che non hanno potuto vivere l’esperienza che ha fatto sognare le generazioni passate negli anni ’60.


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