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Cilento da scoprire

Scritto da il 23 Agosto 2020

Soundtrack da ascoltare durante la lettura: “Rotolando verso sud” – Negrita

Se ancora non siete andati in vacanza o vi volete regalare gli ultimi giorni di mare prima di tornare alla scrivania, approfittate dell’ondata di caldo prevista per settembre. Preparate uno zaino e partite alla volta del Cilento. È nascosto dalla Costiera Amalfitana ed è uno dei posti più segreti d’Italia. Spiagge incontaminate, catene montuose spettacolari, un paesaggio selvaggio che lascia a bocca aperta. Oltre alle tappe più conosciute come Paestum e i suoi templi, la bellissima Castellabate, Acciaroli e il suo sindaco pescatore e le spiagge di Palinuro, vi consigliamo di entrare nel cuore del Parco Nazionale del Cilento e di lasciarvi stupire dai magnifici percorsi e colori che questa zona ha da offrire. Osservatela costa tra le sue antiche costruzioni ancora a guardia del mare.

Scegliete un compagno di viaggio che prenda con il sorriso la fatica e che non si faccia troppi problemi a portare nel proprio zaino uno bottiglia d’acqua in più.

Il sentiero di Punta Licosa

Arrivati a San Marco di Castellabate inoltratevi nel Sentiero di Punta Licosa, un percorso che non presenta difficoltà, accessibile a tutti anche ai non amanti del trekking. I chilometri da percorrere, tra andata e ritorno sono circa 5. Si attraversano posti incantevoli, prima il porto, poi la spiaggia da dove è possibile ammirare la bellezza dell’isola di Licosa con il suo faro. Si tratta di uno dei posti più selvaggi del Cilento. La particolarità e la bellezza del sentiero sta nel fatto che l’uomo ha costruito poco. I protagonisti indiscussi della passeggiata sono la natura, il mare e la spiaggia. Il percorso è caratterizzato dalla tipica macchia mediterranea che si affaccia sul Mar Tirreno. Il mare è cristallino e fare il bagno a Punta Licosa è un’esperienza unica.  

Il mito che si nasconde dietro l’isola di Licosa rende il cammino ancora più affascinante. Avete mai sentito parlare della sirena Leucosya? Il mito della sirena Leucosya è narrato da Omero nell’Odissea. Lei, insieme a Partenope e Ligea erano le tre sirene che provarono ad ammaliare Ulisse con il loro canto. Riuscendo a resistergli, le umiliò al punto da farle gettare in mare da un’alta rupe. Il mare condusse i loro corpi in località diverse: Partenope finì alle foci del fiume Sebeto, dove i Cumani fondarono Neapolis, l’odierna Napoli; Ligea arrivò fino alle coste calabresi, a Terina una città dell’allora Magna Grecia; il corpo di Leucosya, invece, emerse nelle acque del golfo di Poseidonia, nei pressi dell’attuale Paestum, dando così il nome ad un’isoletta vicino a quella città, Punta Licosa. Con l’isola di fronte vi verrà molto facile immaginare il mito.

Il sentiero degli Infreschi

Il sentiero degli Infreschi si trova nel comune di Camerota e parte dalla spiaggia Lentiscelle. Per gli amanti del trekking e per gli impavidi curiosi si consiglia di proseguire oltre alla prima tappa, la spiaggia del Pozzallo e di raggiungere Cala Bianca e finire con Baia degli Infreschi. Queste sono tre delle più belle cale del Cilento.

Vi troverete a inerpicarvi tra la macchia mediterranea, il profumo di rosmarino vi farà compagnia lungo tutto il viaggio, camminerete su letti di ruscelli e dovrete mettere in conto che il passaggio non è sempre agevole, la vegetazione tende a stringere la strada.

La spiaggia di Cala Bianca è un varco di ciottoli bianchi che diventano sempre più piccoli fino a lasciare il posto alla sabbia e poi all’acqua cristallina. Il fondale regala una vista meravigliosa, chiunque in questo mare diventa un amante dello snorkeling. Consiglio spassionato: non lasciate a casa maschera e scarpette da scoglio.

Dopo un bel bagno rigenerante -ne avrete bisogno dopo le ore di cammino- rimettetevi in marcia verso l’ultima tappa. Siate preparati perché sarà il tratto più impegnativo del percorso, ma ne varrà la pena.

Raggiungete Baia degli Infreschi il piccolo porto di origine naturale con la sua spiaggetta molto piccola e scavata tra le rocce. Il suo nome deriva dalla freschezza delle acque dolci che sgorgano a mare e creano una superficie di acqua fredda e un fondale più caldo. La cala è caratterizzata da una sabbia composta da piccoli ciottoli levigati, ma non preoccupatevi, non vi daranno noia. Riuscirete a rilassarvi al meglio.
C’è un unico problema, che però dobbiamo segnalarvi per correttezza: la bellezza della natura incontaminata e la tranquillità di questi lidi fuori dal turismo di massa danno dipendenza; dopo, non andrete più in spiagge con file di ombrelloni e folla chiassosa, ma rischiate di continuare a scegliere il Cilento per altre vacanze indimenticabili.


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