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Chiacchiericcio: Zlatan, adorabile superbo

Scritto da il 10 Febbraio 2021

Soundtrack da ascoltare durante la lettura: “Zlatan” – Sanji & Youthman

Come ben sapete se seguite Sunday’s Football (e se non lo fate, fatelo! voicebookradio.com ci mette tanto impegno), il calcio è stata una delle manifestazioni sportive che il Covid, dopo il disorientamento iniziale, non è riuscita a fermare.

Il folle ritmo del finale della scorsa stagione e l’ancora più impronosticabile stagione sportiva attuale hanno riservato a tutti i calciofili molte sorprese.

La più importante, almeno sul proscenio italiano, è stata il ritorno tra le grandi del campionato di una nobile storica, da qualche anno in affanno: il Milan.

Il cambio di rotta, anche se sembra assurdo semplificarlo così tanto, porta un nome e un cognome, quello di Zlatan Ibrahimovic.

Il colosso di Malmoe è stato uno dei giocatori più dominanti del terzo millennio nonché uno dei più riconoscibili.

Le ragioni? Fondamentalmente due.

Zlatan è uno specimen assolutamente anomalo: quasi due metri di attaccante con una sensibilità tecnica non scontata che, unita al suo essere un atleta marziale di alto livello (Taekwondo, se ve lo state chiedendo) e ad una personalità debordante che, per molto tempo, ha diviso nettamente adoratori e detrattori, lo hanno reso uno degli attaccanti più micidiali degli ultimi vent’anni.

Il video è vecchio di qualche anno, quindi vi consigliamo di aggiornarvi

Zlatan ieri…

Con l’andare degli anni, però, i primi hanno decisamente prevalso sui secondi, anche perché Zlatan, malgrado gli spigoli, potrebbe quasi essere un gigante buono (non con compagni e avversari, sia chiaro).

Già durante il suo periodo parigino si fece riconoscere per un’iniziativa sopra le righe: dopo un gol, evento non raro in quel periodo, Zlatan si levò la maglietta, scoprendo un torso ricoperto di tatuaggi.

Oltre ai “soliti” ce n’erano molti altri: erano 50 nomi di persone che in quel momento soffrivano la fame.

Bigger than football

Tatuaggi all’henné, ma messaggio che difficilmente potrà essere cancellato.

Zlatan oggi

Ora, dopo un anno e mezzo di Milan, a quasi quarant’anni e malgrado gli acciacchi, è rimasto lo stesso Zlatan: dopo aver segnato la sua 500esima(+1) marcatura in carriera, ha legittimamente deciso di farsi un regalo. Non uno sgarro alla dieta od un nuovo tatuaggio però, bensì una Ferrari.

Fin qui tutto bene, direte voi, i soldi di certo non gli mancano e gli sfizi di questi tempi concordiamo tutti che è meglio toglierseli.

Zlatan però non può essere banale ed infatti non lo è stato, il suo nuovo bolide è una Ferrari Monza dal valore di 1,6 milioni la cui tiratura è limitata a 499 esemplari.

Mentalità

Ennesimo mind game dello svedese? Un po’ di sana ironia? Una leggera tracotanza (d’altronde ha segnato lui più gol di quanti modelli la Ferrari sia “riuscita” a produrre)?

Non lo sappiamo e non ci interessa, noi a Zlatan Ibrahimovic vogliamo bene lo stesso, anche perché il contrario potrebbe essere pericoloso per la nostra incolumità…


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