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Caffè, cornetto e poesia: 50 bar per 50 poesie

Scritto da il 21 Marzo 2019

Prima giornata di Primavera, Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie, Giornata mondiale della Sindrome di Down, ed anche Giornata internazionale della Poesia: il 21 Marzo non offre che l’imbarazzo della scelta! Denso di avvenimenti tutti importantissimi, questo Giovedì presenta davvero molti spunti di riflessione, uno dei quali è il nostro rapporto complicato con la scrittura poetica.

Bisogna ammettere, infatti, che in questa vita sempre più veloce, frenetica, frettolosa, la naturale pigrizia che pervade la materia (noi inclusi) sembra remare decisamente contro un tipo di linguaggio così fine, ragionato, che non si limita al mero messaggio superficiale di un testo scritto. Stiamo perdendo la capacità di apprezzare uno dei più raffinati frutti dell’intelletto umano, eppure ne abbiamo bisogno, perché è pur sempre parte integrante di ciò che ci rende molto più che delle banali, oziose creature sempre costrette a trascinarsi svogliatamente da un’incombenza all’altra.

Proprio per questa ragione è nata a Roma un’iniziativa molto interessante del Gruppo Arti Formative di Grande come una città, denominata “Caffè, cornetto e poesia: 50 bar per 50 poesie“. Come è facile immaginare, i 50 locali che hanno aderito al progetto, sparsi in lungo e in largo tra i principali quartieri della capitale, hanno ricevuto un recipiente ciascuno pieno zeppo di alcune tra le più belle poesie di personalità del calibro di Rodari, Pasolini, Merini, Bukowsky, e persino testi di cantautori impegnati come Dalla e De Andrè.

Musicate, sussurrate, lette a mente o ad alta voce, queste semplici parole impresse su carta rappresentano il modo più efficace per riaccendere la vera e più profonda ragion d’essere degli spazi pubblici: l’incontro, lo scambio culturale, l’occasione di unire i cuori e le menti non solo attorno a un tavolo, ma anche attorno ad un’idea, invece di trangugiare espressi a non finire come se fossimo piloti in corsa ad un pit stop.

È tempo di tornare a fermarsi un secondo in più per apprezzare la poesia celata nelle piccole cose della vita!


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