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Butch Cassidy: la strana intervista

Scritto da il 13 Aprile 2021

Soundtrack da ascoltare durante la lettura: “So Gangsta” – Butch Cassidy

Per l’intervista di oggi abbiamo un ospite speciale, uno dei pistoleri più famosi del west, che si è gentilmente prestato, dall’oltretomba, a concedermi due chiacchiere. Quest’intervista precede inoltre una rubrica in arrivo dalla prossima settimana su voicebookradio.com, che si occuperà di intervistare celebrità della storia senza il loro consenso.

T: Allora Butch, posso chiamarti Butch? Intanto auguri, che oggi so essere il tuo compleanno. Parto subito con una domanda a cannone: qual è stato il tuo primo approccio alla criminalità?

B: Ciao gringo, intanto ti ringrazio per gli auguri e per questa intervista che, si sa, noi pistoleri amiamo le luci della ribalta. Allora devo fare una premessa. La mia famiglia aveva costruito un ranch dalle parti di Circleville, nello Utah, stato forse un po’ “sfiato” per la nascita di un pistolero. Correva l’anno 1879 e un vescovo mormone del posto, si sa che nello Utah, da sempre, è pieno di mormoni, si arrabbia (il termine usato da Butch era ben diverso) e decide di mandarci via dalla nostra terra, gettandoci sul lastrico. Da lì ebbe inizio la leggenda, se la vogliamo definire così. Dovevo agire dall’altra parte della legge anche per mantenermi. Per rispondere alla tua domanda, il primo vero reato avvenne nel 1883, rubando una sella. Fortunatamente però non fui mai condannato. Da lì poi furto di cavalli e rapine in banca, il classico.

T: Ecco allora, tu ti sei fatto diciotto mesi di carcere a Laramie, in Wyoming, per una condanna iniziale di due anni. Dalla liberazione fondi il Mucchio Selvaggio, nome che, ti farà piacere sapere, ha dato il titolo ad uno dei western di maggior successo del mondo del cinema. Parlami un po’ della tua banda.

B: Ahh il Mucchio Selvaggio, bei tempi quelli. Guarda, in realtà c’è poco da dire. Ci sono state tante persone di un certo spessore per la banda, uno su tutti Sundance Kid, inoltre mi piaceva perché sembrava con loro di stare a casa. Purtroppo, nel 1901 ho dovuto sciogliere il gruppo, un po’ per la morte di alcuni membri, ma soprattutto per la mia decisione di partire per l’Argentina insieme a Sundance e alla sua compagna e poi da lì vabbè, è successo tutto un putiferio. Però ecco, ripenso a quel periodo con una nota di nostalgia, sicuramente.

T: Eh, allora spiegami bene la situazione in Sud America, cos’è successo esattamente? A me puoi dirlo, tanto tutti quelli che ti davano la caccia sono morti e un po’ sei morto anche tu, dai.

B: Domanda un po’ generica la tua, cercherò di riassumere il tutto. Continuiamo a fare i criminali anche in sudamerica. Passato poco tempo dalla rapina al Banco de Tarapacà e Argentino, avvenuta nel 1905, ci spostiamo in Bolivia. Qui molti dicono che nel 1908 siamo stati accerchiati dagli sbirri e fatti fuori in uno scontro a fuoco. Tutta una farsa. Avevo già da tempo in mente di inscenare la mia morte, per poter riavere una vita tranquilla.

T: Bene Butch, io ho finito e ti ringrazio. Mi raccomando continua ad ascoltare voicebookradio.com.

B: Grazie a te, lo farò senz’altro.

 

 

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