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Cultura

Buon compleanno, Aeterna Roma

today21 Aprile 2017

Background
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Campidoglio Aeterna Rom 2017“Roma, città fortunata, invincibile e eterna.”
Così lo storico romano del I sec a.C. Tito Livio ci descrive in poche e semplici parole la grandezza della nostra capitale.
Su Roma si è scritto tanto e probabilmente mai in un futuro remoto si finirà di parlarne, di esaltarne la bellezza e di ricordarne la storia.

Ricordare la storia di Roma è proprio l’intento del progetto, ormai giunto alla sua 25esima edizione, “Aeterna Roma.”
Nella giornata di  ieri, 20 aprile, si sono riunite a piazza del Campidoglio circa 1500 persone tra romani e stranieri, per festeggiare i 2769 anni di storia; hanno voluto ricordare, lasciandosi guidare dall’evento organizzato, il lungo percorso che è stato effettuato dai nostri antenati per arrivare ai nostri giorni, partendo da quel fatidico anno 753 a.C., quando l’Urbe che noi conosciamo fu mitologicamente fondata dal re Romolo.

Campidoglio Aeterna Roma 2017Il Campidoglio si è colorato di storia, della nostra storia; ha festeggiato con una lunga narrazione in prosa, accompagnata da musica, canto e teatro.
Da Romolo ad oggi, da Giulio Cesare all’unificazione d’Italia, da Ottaviano Augusto alla nascita dell’ Europa: tra le musiche suggestive dell’ orchestra “La Diana” e le voci strabilianti del coro “Aeterna Roma”, composto per l’occasione da oltre 100 coristi, Il Laboratorio Teatrale del gruppo Storico Romano ha messo in scena i momenti più significativi di questi 2770 anni di storia, narrati dalla voci di Angelo Lattanzi (il fondatore di Aeterna Roma), Carla Sassaroli, Giovanna di Rienzo e Mario Caporali.

Nonostante le intemperie, Roma ieri ha comunque resistito al vento  gelido, pur non senza qualche complicazione.
E’ sempre riuscita, però, a lasciarsi raccontare e a lasciare i suoi spettatori visibilmente (oltre che infreddoliti) presi e appassionati da questo suo inspiegabile esser eterna.
Ciò a cui la manifestazione ambisce è proprio legato al fattore memoria, a far si che con il tempo non si dimentichi di chi ci ha magistralmente preceduto, “che i romani vedano in questo appuntamento un appuntamento importante, fisso, che i ragazzi di oggi si aspettino questo concerto, che dicano ‘Papà, domani è il 20 aprile. Andiamo al concerto di Aeterna Roma.”
Queste le parole dell’organizzatore di questa 25esima edizione, Loreto de Vecchis, che si è mostrato entusiasta di quanto l’evento anno dopo anno assuma sempre più rilevanza: “Proprio al Campidoglio, dove stiamo adesso, hanno cominciato a chiamare questa manifestazione ‘nostra’. Cioè, proprio il Campidoglio stesso ora dice ‘Questo è il nostro concerto. Tradizionalmente il concerto di Roma.’ Non possiamo essere più fieri ed onorati.”

Parole di amore, invece, per il fondatore di questo evento, Angelo Lattanzi.
Il professore ha ricordato ai nostri microfoni alcuni momenti e luoghi delle edizioni passate, soffermandosi sull’importanza di essere guidati e trascinati dalle passioni: “(questo progetto) è figlio di una grandissima passione, di una folle passione. Quando lo ideai la prima volta pensavo di eseguirlo proprio in piazza del Campidoglio. Ce l’avevo nell’anima il Campidoglio. Non fu però possibile e facemmo la prima edizione a Piazza Navona; l’anno successivo a Trinità dei Monti, sotto l’obelisco, poi a piazza di Spagna, bellissimo con il coro schierato sulla gradinata! […] Io ho visto crescere  questo progetto a mano a mano, in mezzo a tantissime difficoltà, ma quando c’è la passione si supera tutto. Auguro a tutti di avere delle passioni, perché solo con delle passioni si realizzano le grandi cose. Vi voglio suggerire la mia definizione di “Aeterna Roma”: una passeggiata dal Colosseo a Piazza Venezia, attraverso quei luoghi che hanno visto 30 secoli di storia.

Dal 1993 al 2017.
25 anni di edizioni che De  Vecchis ricorda con piacere, sottolineandone anche la grande evoluzione: “C’è da dire che Lattanzi ha creato la struttura con la banda e la musica, gli interventi dei lettori e il copione stesso, che ovviamente nel corso degli anni si è modificato. E’ in realtà cambiato un po’ tutto: dal coro alla musica e anche agli interventi. La struttura è la stessa ma i contenuti sono diversi. Se andiamo a vedere l’evento del ’93 e quello di oggi notiamo delle grandi differenze, non sono la stessa cosa.”

De Vecchis Campidoglio Aeterna Roma 2017Fautore anche del copione stesso della giornata che narrava le vicende della storia romana, De Vecchis ha poi continuato parlando della loro scelta di festeggiare il 20 aprile e non il 21: “Perché il 20 aprile e non il 21? Pensiamo un attimo al Capodanno che festeggiamo noi il 31 dicembre. In realtà  Capodanno è il 1 gennaio, non il 31. Ma lo festeggiamo il 31 perché salutiamo l’ultimo giorno dell’anno che stiamo vivendo e poi la notte diventa l’anno nuovo. Così il 20 aprile è l’ultimo giorno del 2769esimo anno, quindi domani passiamo nell’anno nuovo.”

Aeterna Roma nasce, però, non semplicemente dalla volontà di Angelo Lattanzi, ma da una precedente: quella del grande Ottaviano Augusto.
Infatti, nel 17 a.C. l’Imperatore ordinò, in occasione dei “Ludi Saeculares”, di comporre un inno cantato da giovani fanciulle sul Campidoglio.
Per questa occasione nacque il famosissimo “Carmen Saeculare” di Quinto Orazio Flacco.
Si tratta, quindi, di mantenere viva una tradizione che dopo 2000 anni ancora persiste: infatti, come dice De Vecchis “l’imperatore ci ha detto di cantare e noi cantiamo!”

Una delle parti più significative ed emozionanti dell’intera manifestazione è stata quella che ha voluto sul momento costruire un ponte immaginario tra il passato ed il presente. E se Romolo tornasse nella sua Roma in questo nostro presente? Come reagirebbe? Cosa farebbe dopo aver preso coscienza dei problemi scolastici, stradali e politici? Sicuramente ciò che non cambierebbe mai sarebbe il suo indescrivibile ed infinito amore, l’amore eterno per quell’unica città al mondo che ha la fama di essere e rimanere eterna.

“O Sole fonte di vita, che con il carro splendente mostri e nascondi il giorno, e che sempre vecchio e nuovo risorgi, che tu non possa mai vedere nulla di più grande della città di Roma.”- Quinto Orazio Flacco

Auguri, Roma.

  

 

Written by: Giulia Maurizi

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today10 Aprile 2017

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