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Bruce Springsteen, presidente in un giorno di sole

Scritto da il 18 Febbraio 2021

Soundtrack da ascoltare durante la lettura: “Waitin’ on a sunny day”- Bruce Springsteen

Il primo giorno che ricordo di essermi guardato allo specchio e aver sopportato la mia immagine riflessa è stato il giorno in cui ho avuto una chitarra in mano.

Bruce Springsteen

Voicebookradio.com vuole omaggiare un mostro sacro del Rock: The Boss. Un’icona della musica americana e mondiale. Entreremo nel profondo di Bruce Springsteen, dentro ed oltre la sua vecchia Fender Telecaster, per mostare cosa si nasconde dentro di lui.

The Boss, una luce che non si spegne mai:

Ho scelto di fare il Presidente solo perché non potevo essere Bruce Springsteen.

Barack Obama

Tra i premiati, dall’ex presidente americano Barack Obama, quella sera del 23 Novembre del 2006, c’è anche Bruce, con questa motivazione: “Le storie che ha raccontato con i suoi testi e con i suoi epici concerti dal vivo hanno aiutato a creare la musica americana e ci hanno sfidato a realizzare il sogno americano.”

Eppure all’inizio era un semplice ragazzo, considerato dalla famiglia impopolare, insieme alla sua chitarra scorticata. Un sognante giovane, mingherlino, con i suoi pantaloni strappati e la t-shirt bianca. Timido e provinciale.

Born in the USA, Bruce Springsteen

Fin quando, arriva la gloria, e acquisisce il fascino del cantore.

Bruce Springsteen crea un sortilegio che continua, tutt’oggi, a stregare l’inconscio collettivo. Una produzione musicale narrativa, mai lirica. La magia di saper racchiudere in 3-4 minuti di canzone, un’intera storia, con una psicologia ben definita.

Alessandro Portelli, americanista e autore di Badlands, lo ha definito: “un’artista rock che ha riportato la musica alle sue origini sociali. Parla di quel mondo, pur non appartenendovi. Una magia che crea le basi di un grande successo esplosivo.”

Il rocker si rinchiude nella propria solitudine desolata, facendosi specchio di una società in rovina, a dispetto del sicuro successo dei potenti. Questo è il peso storico che il Boss ha portato con sè, regalando speranza a migliaia di disillusi e continuando a rappresentare una sorta di luce che non si spegne mai.

I’m waiting, waiting on a sunny day:

“Una delle cose che volevo dire è che non importa chi sei o dove sei stato, certe cose non se ne vanno mai”

Bruce Springsteen

Bruce che si ritrae intimorito o rancoroso in presenza del padre Doug. Un uomo solitario e irascibile, un personaggio di Bukowski e la sofferenza di un figlio che dovrà fare i conti con la depressione e la paura di soffrire come il padre.

Di certi fantasmi, non te ne liberi mai. Eppure Bruce Springsteen ha un antidoto più forte del tempo, grazie al quale è riuscito a sopravvire, ad amare la sua vita, la sua gente, il suo enorme e gigantesco pubblico: la musica.

La vita di una rock band dura, finché guardi il pubblico e ti ci specchi. E il pubblico ti guarda e si specchia in te.

Bruce Springsteen

La sua carica sul palco, l’adrenalina senza precedenti, l’empatia viscerale della sua musica. I suoi live diventano una simbiosi familiare, ricca di sentimento incodizionato. Lui che ama la musica specchiandosi nel suo pubblico, come nessun altro può amare.

Ed è così che voglio lasciarvi, con una canzone tratta dall’album The Rising. Sarete trasportati da un’unica sensazione che vi svuoterà e riempirà allo stesso tempo. Un’ondata musica, familiare, col sole e la pioggia, mentre lui vi terrà per mano. Ecco a voi: The Boss.


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