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Arte

Breaking Music: storia della linguaccia dei Rolling Stones

today1 Dicembre 2023

Background
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Soundtrack da ascoltare durante la lettura: “Mess it up” – Rolling Stones

Se ci pensiamo bene, ognuno di noi in casa possiede una maglietta, una tazza, una spilla, un quaderno con quel logo lì. Non fate i vaghi, sapete benissimo di che simbolo sto parlando. Esattamente quello che ha fatto il giro del mondo divenendo icona autentica e cioè la celebre linguaccia dei Rolling Stones.

rolling stones
Ph. Credits @Rolling Stones Facebook Official Page

Nei decenni è stata declinata in migliaia di modi diversi prestandosi a variabili infinite che l’hanno sempre e comunque resa irresistibile per il merchandising e l’abbigliamento di tutto il globo. Fino ad arrivare all’attualissima versione scomposta e “diamantata” rosso rubino che campeggia sulla copertina del nuovo disco appena lanciato sul mercato. Hackney Diamonds, il primo album pubblicato dopo la morte del batterista Charlie Watts nel 2019, e il primo album in studio dopo diciotto anni, da A Bigger Bang del 2005.

Vi basterà fare un giro nella galleria fotografica delle loro pagine social per tuffarvi in tutti i modelli possibili e immaginabili della linguaccia più dispettosa della storia del Rock. È senza dubbio è uno dei simboli più famosi di una band, ma vi siste mai chiesti dove e come sia nata questa idea?

rolling stonesDall’India con furore

La lingua e le labbra rosso rubino dei Rolling Stones sembra siano state ispirate dalla dea indiana Kali. Incredibile, ma vero, a rivelarlo è stato lo stesso Mick Jagger ai media indiani. Il Victoria and Albert Museum britannico, che conserva l’opera d’arte originale nelle sue collezioni, lo definisce “uno dei simboli del rock and roll piu’ immediatamente riconoscibili al mondo”.

rolling stones
Ph. Credits @Rolling Stones Facebook Official Page

Ma l’ispirazione veniva, appunto, da ben altro, dalla lingua e dalle labbra della dea indù, ha detto il frontman della band al Times of India. Infatti Kali, solitamente raffigurata come una donna con quattro braccia vestita di blu con una lunga lingua che sporge dalle labbra rosse, è venerata dagli come la dea della distruzione e del tempo.

Il design geniale

E, proprio entrando nel dettaglio, Jagger ha raccontato chi fu il gancio che ispirò questa contaminazione.

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Ph. Credits @Rolling Stones Facebook Official Page

“Mio fratello è stato uno dei primi viaggiatori in India. Mi dava alcuni libri da leggere. Nel 1969, stavo cercando un’immagine che attirasse l’attenzione, e ho visto la lingua di Kali e ne ho parlato con il designer John Pasche che ne ha creato una versione modernista“.

Pasche fu pagato 50 sterline per il logo e due anni dopo ne ricevette altre 200 come segno di riconoscimento del successo del logo. Nel 2008, il Victoria and Albert Museum ha acquistato da lui l’opera d’arte originale per 50.000 pound. Se pensiamo a quanto, nel frattempo, il logo sia diventato anche commercialemente potentissimo, viene spontaneo pensare che, forse, avrebbe nel tempo meritato un po’ di più.

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Ph. Credits @Rolling Stones Facebook Official Page

Nuovo singolo

Nel frattempo è uscito ovunque il nuovo estratto dal disco Hackney Diamonds. Si chiama Mess it up e rilascia, nota dopo nota, tutta l’energia per nulla sopita di una band che non intende far appassire il proprio nome. Ma, lungo tutto l’album, scorre l’elettricità ben costruita in dodici tracce che raccontano quanto gli Stones abbiano ancora molto da dire in fatto di Rock and Roll.

E, come i loro colleghi Beatles, sono entrati con magnifica prepotenza nelle classifiche di tutto il globo a più di sessant’anni dai loro esordi. A testimonianza che, come ripetiamo spesso, la “vecchia guardia del Rock” non intende passare ancora il testimone a nessuno!

Written by: Valentina Proietto Scipioni

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