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Bohr e la nascita della meccanica quantistica

Scritto da il 7 Ottobre 2020

Soundtrack da ascoltare durante la lettura: “Il Modello Atomico” – Lorenzo Baglioni feat. I Supplementi Italiani

Bohr
Bohr e Einstein

Il 7 ottobre del 1885 nasce a Copenaghen uno dei padri della fisica quantistica: Niels Bohr. Grazie al periodo passato in Inghilterra, ebbe modo di partecipare alle lezioni di Ernest Rutherford, l’autore del modello classico dell’atomo. Dalle idee di Rutherford, con cui intrattenne anche un rapporto personale, Bohr sviluppò le proprie fino alla nascita del modello atomico che prende il suo nome. L’innovazione introdotta dal fisico danese risiede nella concezione della teoria degli elettroni, che viaggerebbero secondo orbite ben precise, corrispondenti ai vari stadi di energia intorno al nucleo dell’atomo.

A seguito di tale teoria, Bohr concepì l’idea che un elettrone potesse cadere da un’orbita di alta energia per passare ad una di bassa energia, emettendo un fotone di energia definita. Un atomo però assorbe energia non in modo continuo, ma solo a tratti e sotto forma di unità ben definite, dette quanti. Bohr è autore, inoltre, del principio di complementarità, presentato nel 1927 a Como al Congresso internazionale dei fisici. Il principio di complementarietà sostiene il carattere aleatorio e probabilistico che sta alla base dello studio della meccanica quantistica.

Bohr

Tale principio venne fortemente combattuto da Albert Einstein, che avrebbe scritto una lettera al fisico danese dicendo “Dio non gioca a dadi con l’universo“. A ciò Bohr rispose “Non dire a Dio come deve giocare“.

Gli studi condotti dal fisico danese sono assolutamente decisivi per la nascita e la teorizzazione della meccanica quantistica, materia che permette di spiegare il comportamento degli atomi. Bohr era anche un forte sostenitore delle possibilità dell’energia nucleare. Quando durante la Seconda Guerra Mondiale i Tedeschi invasero la Danimarca, andò in Inghilterra dove lavorò al progetto Manhattan, iniziato nel 1942 dagli Stati Uniti insieme al governo britannico. Il fisico danese però non partecipò mai direttamente alla costruzione delle bombe sganciate su Hiroshima e Nagasaki.

Finita la guerra, infatti, divenne fortemente critico nei confronti dell’utilizzo bellico dell’energia nucleare. Patrocinò inoltre la creazione del CERN a Ginevra. Grazie all’innovativo lavoro nel campo della fisica, ottenne infine nel 1922 il Premio Nobel.

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