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Bill Withers e la magia del Soul

Scritto da il 17 Ottobre 2020

Soundtrack da ascoltare durante la lettura: “Ain’t no sunshine” – Bill Withers

Bill Withers, uno dei più grandi artisti soul e R&B che, attraverso la magia della musica, superò i suoi limiti.


“Il mio è un lavoro magico. Serve a far sentire meglio le persone. La cosa ha una certa magia che non voglio spezzare”, sono queste le parole che Bill Whiters, artista soul ed R&B degli anni ’70-80, rilascia in un’intervista a Paul Toogood. Il successo per lui arrivò in età adulta con il brano Ain’t no sunshine registrato nel 1971 quando compì trentuno anni.


Oggi vi racconto qualcosa di lui. Crebbe nel West Virginia, in una zona in cui si estraeva il carbone. La sua famiglia tramandava il mestiere del lavoro in miniera, proseguendo di generazione in generazione, tradizione che lui decise di non seguire, prendendo un’altra strada. Lavorò per molti anni nei Marines ma, nel frattempo, si ritagliava il suo spazio individuale scrivendo testi musicali e suonando nei locali. Poi venne finalmente notato dalla Sussex Records che pubblicò il suo primo album Just as I am, che conteneva anche Ain’t no sunshine, che divenne solo molto tempo dopo, una delle sue tre hit in cima alle classifiche americane, vincendo anche il Grammy Award come miglior brano R&B.

Whiters amava scrivere musica, era per lui un dono, un regalo raro a cui non tutti hanno accesso. La considerava un’arte che rispecchiava la semplicità. Non era solo tecnica, ma qualcosa che portava l’artista a sviscerare l’anima. All’inizio della sua carriera gli vennero proposti i classici cliché musicali che lui decise ovviamente di rifiutare.

“Gran parte di quello che crei è frutto della tua istruzione e della tua cultura personale”, affermava infatti lui. E forse proprio i suoi problemi di comunicazione e di balbuzie, che non considerò mai un vero limite per lui e la sua musica, furono la vera spinta ad esprimersi attraverso le note. L’artista racconta che a New York, all’inizio della sua giovinezza, lavorava con un gruppo teatrale, Our Times, e si accorse che i bambini che ne facevano parte avevano forti problemi di balbuzie, eppure quando rappavano tutte le loro difficoltà scomparivano.

Bill Withers
BEVERLY HILLS, CA – FEBRUARY 8: Singer and songwriter Bill Withers poses for a portrait on February 8, 1974 in Beverly Hills, California. (Photo by Ed Caraeff/Getty Images)

Whiters sapeva di avere un dono nelle corde e nella lingua e capì che tutta la sua rivoluzione personale doveva partire da lì. Concetto semplice, ma sentito visceralmente. Nel perfetto mood delle vecchie canzoni blues.

Il capolavoro Ain’t no sunshine

“Perché viene in mente quest’idea a me e non a qualcun altro?”, il cantante soul si poneva spesso questa domanda. Si rispose da solo creando una delle Hit che ebbe maggior successo e di cui vi ho accennato poco fa, ossia Ain’t no sunshine. Scrisse questa canzone ispirandosi alla storia d’amore del film Il giorno del vino e delle rose e non solo: svelò che si ispirò ad una ragazza thailandese che era molto gentile con lui perché, quando finiva di suonare nei locali, gli portava in pasto gli avanzi di una giornata e gli cantava canzoni Thai.

Bill Withers

Grandma’s hands

Grande considerazione l’ebbe anche Grandma’s hands, un brano ispirato dalle mani di sua nonna, che fu una donna di grande rilievo nella sua vita. L’unica che credeva nelle sue doti e lo spronava a non smettere mai di inseguire i suoi sogni.
Bill scrisse questa canzone per lei, convinto che i suoi limiti personali non l’avrebbero mai lasciato andare se non avesse avuto l’aiuto e l’affetto delle Grandma’s hands.
Infinite le sue collaborazioni con altri grandissimi nomi come Gladys Knight, Jose Feliciano, James Brown, Etta James e B.B. King.
Bill Whiters divenne un artista che fece della musica soul la vera essenza della sua vita e nel 2005 venne inserito, a pieno diritto, nel Sognwriters hall of fame lasciando un segno indelebile e un ricordo ancora prepotente e vivo.

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