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Bianca come il latte, rossa come il sangue, di Alessandro D’Avenia

Scritto da il 20 Febbraio 2018

Di cosa parla. Questa, cari lettori, è l’altalenante storia di due colori, che si intrecciano e si strecciano in un romanzo dalle tinte fortemente contrastanti: il bianco e il rosso. Bianco, l’odiatissimo non-colore simbolo del nulla, della privazione, dell’incertezza, dello smarrimento, del vuoto. Rosso, come i bellissimi capelli di Beatrice, l’amore, un bacio, il sangue. Quando Leo, un sedicenne come tanti altri che vive in perfetta simbiosi con la musica ed il pallone si innamora di Beatrice, una ragazza molto carina dell’ultimo anno con la quale non ha mai scambiato nemmeno una parola, il protagonista sembra vivere un periodo spensierato, dominato dal rosso della passione che lo fa sentire più vivo che mai. Tuttavia, questa trascinante euforia viene repentinamente messa a tacere quando il ragazzo viene a sapere che la sempre più prolungata assenza da scuola di Beatrice è dovuta allo svilupparsi di una forma molto aggressiva di leucemia, l’orribile malattia che rende il prezioso liquido rosso scarlatto che scorre nelle vene dell’amata sempre più bianco. Lo shock subito a seguito di questa rivelazione è grande,  nulla può cancellare dai suoi pensieri la preoccupazione nei confronti della silenziosa battaglia che la ragazza dei suoi sogni sta combattendo. Ciononostante, le vibrazioni della musica, il sostegno degli amici di sempre Niko e Silvia, e le ispiranti lezioni dell’anticonformista supplente di Filosofia (chiamato dagli studenti con l’appellativo “il Sognatore”) leniscono, seppure in minima parte, il logorante senso di rabbia e di impotenza che sembra devastare ogni giorno di più il giovane protagonista. A questo punto della storia, Leo apre la sua lotta personale contro il male dell’amata: grazie al prezioso aiuto di Silvia, il ragazzo ha modo di fare la conoscenza della sempre più debole Beatrice, alla quale confessa i propri sentimenti. La promessa di starle accanto fino alla fine, nonostante quest’ultima non ricambi i suoi sentimenti e gli suggerisca di non affezionarsi a lei e di dedicare le sue energie alla sua vera anima gemella, una persona a suo parere molto vicina a Leo, e soprattutto i numerosi sacrifici che questo impegno comporta, viene strenuamente mantenuta dal determinato e premuroso protagonista, la cui caparbietà ha più voce in capitolo della razionalità. Quando purtroppo la ragazza esala il suo ultimo respiro, per il protagonista il mondo cessa di avere un senso, mentre tutto viene avvolto dal bianco carico di vuoto e di nulla, che sono la massima espressione del suo dolore. Con l’avvicendarsi dei caldi e terapeutici mesi estivi, la mente ed il cuore di Leo riacquisiscono quella lucidità sufficiente a riflettere sull’intuizione di Beatrice riguardo a lui e Silvia, e a scoprire dentro di sé quale sia la verità.
La storia si conclude con lo sbocciare dell’amore tra i due migliori amici di una vita, finalmente insieme grazie a quella bellissima ragazza che ha lasciato troppo presto questo mondo, ma che  mai e poi mai abbandonerà i loro cuori.

Perché consigliarlo. Purtroppo, mi duole informarvi che questo racconto è tratto da fatti realmente accaduti. È spiacevole da scrivere, ma talvolta è necessario aprirsi anche alle sfumature più scure e tristi che compongono il ricco e complesso quadro della realtà. Sento di voler consigliare questo semplice, scorrevole, chiacchierato libro per un motivo ben preciso: quello di portare voi lettori a riflettere, una volta proiettati nel mondo adolescenziale di Leo e travolti dai suoi tormenti, sulla drammaticità della malattia, vista attraverso gli occhi di un ragazzo che come troppa gente aveva idealizzato il mondo come un dipinto luminoso e privo di ombre.
Terminata la lettura di “Bianca come il latte, rossa come il sangue”, forse non avvertirete quel senso di rispetto e reverenza che solo un grande classico senza tempo può farvi provare, né tantomeno rimarrete estasiati da chissà quali ricercatissimi termini eruditi,  o magari da rivoluzionari espedienti narrativi, ma certamente verrete arricchiti di una nuova sensibilità nei confronti della realtà, di tutta la realtà, e sentirete in maniera vivida dentro di voi quell’agrodolce emozione che solo un libro drammatico ed attuale come questo è in grado di suscitare.

Per chi consigliarlo. Poiché il racconto si svolge tra banchi di scuola, campi da calcio e fermate di autobus, e tenuto conto dello stile di scrittura semplice e scorrevole che ben si presta a chi non ha ancora imboccato il sentiero delle letture più impegnative, consiglio di dare una possibilità a “Bianca come il latte, rossa come il sangue” a tutti quei ragazzi e ragazze che si trovano negli anni delle feste di fine anno, degli esami di Maturità, delle corse in motorino e dei primi amori.


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