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Banana Republic: il bello di non prendersi sul serio

Scritto da il 17 Febbraio 2021

Soundtrack da ascoltare durante la lettura:”Cosa sarà” – De Gregori e Dalla

Venerdì scorso a Music Whispers abbiamo ascoltato con Valentina Cosa sarà, un brano che ha dato il via al tour di Banana Republic.

Certe storie sembrano uscite da un romanzo. Sono fuori dal mondo. Eppure gli incontri fortuiti esistono, soprattutto se si basano su quel collante indistruttibile che è la musica. Dalla e De Gregori si erano incrociati nello stesso studio più volte, per motivi diversi. Un caso. 

Lucio Dalla era reduce da un festival di Sanremo a cui aveva regalato il brano più bello dell’edizione, che come da tradizione non vinse. 

Francesco De Gregori dal canto suo, dopo la collaborazione con Venditti, da lì a poco avrebbe pubblicato Alice non lo sa, uno dei suoi più grandi successi. 

Sepolti dalle ore di lavoro tra composizioni e missaggi, nasceva un’amicizia. De Gregori ebbe l’impressione di conoscere Dalla da sempre. Era la magia di Lucio dopotutto, dotato di un magnetismo che metteva tutti d’accordo. Tra i due era sorta un’empatia e una stima reciproca rara in un’Italia piegata dall’odio, dal conflitto e della diffidenza degli anni di piombo. 

La musica dal vivo se la passava male in quel periodo: attentati, manifestazioni violente. Moltissimi gruppi stranieri decidevano di non venire o nel migliore dei casi facevano una data. L’Italia non era un paese per i concerti. Le contestazioni giovanili pretendevano che i cantanti non commercializzassero le loro attività perché parlavano di temi comunitari. Non c’era interesse per l’aspetto artistico della musica, ogni cosa era politicizzata e si viveva nel timore di incidenti sul palco. 

Il tour di Banana Republic

Il duo De Gregori – Dalla compì un’operazione impensabile per il periodo, una repubblica tra l’anarchia. Banana Republic in due mesi riuscì a cambiare le sorti della musica italiana, che si riappropriò degli spazi di cui era stata privata. Una carovana che registrò il tutto esaurito in ogni data: le persone si riavvicinarono ai concerti e schiacciarono la paura degli anni di piombo in un moto di libertà collettivo. La musica d’autore per la prima volta ritornava al centro, dopo un decennio in cui ogni cantante veniva messo a processo senza appello perché non era abbastanza impegnata. 

Video musicale

Cosa sarà e Com’è profondo il mare sono uno smacco alla musica sociale ma forzata. “Oh cosa sarà/ che ti svegli al mattino e sei serio/ che ti fa morire ridendo all’ombra di un desiderio”, la musica si riappropria della leggerezza, che non è sinonimo di scontatezza. La magia di Banana Republic si sintetizzava in quelle due anime: un orso e una scimmia, come amavano definirsi. Dalla era il giocoliere del duo, che saltava da una parte all’altra del palco con il suo clarinetto, come una scheggia impazzita. De Gregori quello più chiuso e imbarazzato, ma che si lascia coinvolgere in Disperato erotico stomp e al tempo stesso riesce a regalare momenti di rara intimità. 

Banana Republic fu un viaggio all’insegna della spensieratezza consapevole. Una carovana che ha insegnato agli italiani la bellezza dell’imperfezione. A partire dalla copertina, che li raffigura sfocati.

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